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Nuove speranze contro la sclerosi multipla

La sclerosi multipla non risparmia gli atleti: nella foto sulla carrozzella, l'ex campionessa olimpica Betty Cuthbert Keystone

La lotta alla sclerosi multipla potrebbe beneficiare della scoperta effettuata all'università di Ginevra dall'équipe della professoressa Ann Kato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2002 - 15:36

Il gruppo di ricercatori ha identificato delle proteine che rallentano la morte dei neuroni motori, la cui degenerazione è responsabile della sclerosi laterale amiotropica o malattia di Charcot.

Le malattie neurodegenerative, che colpiscono soprattutto la popolazione ultracinquantenne, sono associate al declino di un particolare tipo di cellule nervose, spiega l'università di Ginevra. La Kato, che sta compiendo ricerche sulla sclerosi multipla da più di tre anni, ha pubblicato la scoperta sulla rivista «Nature Cell Biology».

I lavori della ricercatrice ginevrina si sono concentrati sui fattori molecolari responsabili della morte dei neuroni. Quasi per caso ha identificato delle proteine della «famiglia» IAP - Inhibitors of Apoptosis Protein, ossia inibitori della proteina responsabile del «suicidio» cellulare - che possono impedire il decesso dei neuroni motori (cioè quelli coinvolti nel processo di contrazione muscolare).

Le prospettive terapeutiche sono, al momento, giudicate promettenti.

swissinfo e agenzie

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