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Nuove critiche alla politica estera svizzera

Il Congresso ebraico mondiale ha stigmatizzato il recente viaggio di Micheline Calmy-Rey in Iran, definendolo un "trionfo propagandistico per i mullah".

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2008 - 17:58

Non si placano le critiche per la visita che la ministra degli esteri svizzera ha effettuato in Iran due settimane fa, proprio all'indomani delle contestate elezioni parlamentari.

Dopo le prese di posizione di Gerusalemme e Washington, che avevano espresso una certa irritazione per questo viaggio, lunedì è stata la volta del Congresso ebraico mondiale (CEM).

In un articolo che pubblicato sul sito dell'organizzazione, il presidente del CEM Ronald Lauder scrive che presenziando alla firma del contratto per la fornitura di gas tra la Società Elettrica di Laufenburg (EGL) e l'iraniana Gas Export Company (Nigec), "Calmy-Rey ha svenduto la credibilità del suo paese per 5,5 miliardi di metri cubi di gas".

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