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Nuova ipotesi sul crash Swissair in Canada

Nuova pista nelle indagini sul disastro dell'MD-11 Swissair precipitato il 2 settembre 1998 al largo della Nuova Scozia con 229 persone a bordo (nella foto d'archivio il cockpit di un MD-11). Lo conferma la stessa Swissair.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2000 - 12:37

Si apre una nuova pista nelle indagini sul disastro dell'MD-11 Swissair precipitato il 2 settembre 1998 al largo della Nuova Scozia con 229 persone a bordo. Stando a quanto riferisce sabato il «New York Times» le autorità canadesi stanno concentrando la loro attenzione su una lampadina
nel cockpit.

È stata la stessa Swissair a segnalare questo aspetto agli inquirenti canadesi, al costruttore Boeing e all'autorità dell'aviazione civile americana (FAA). Lo ha reso noto sabato sera lo stesso portavoce della compagnia aerea elvetica Jean-Claude Donzel.

Quando il rivestimento interno in mylar degli MD-11 è stato sostituito con uno in tedlar (materiale più resistente al fuoco), gli specialisti hanno notato danni provocati dal calore nel materiale isolante vicino ad una lampadina alogena che aiuta i piloti a leggere le carte. La Boeing ha reagito invitando le compagnie aeree a verificare lo stato della lampada; al momento di cambiarla. Inoltre è stato consigliato di proteggerla con nastro adesivo ignifugo.

Secondo il «New York Times» e la stessa Swissair non è da escludere che proprio la lampada sia all'origine della scintilla che ha poi provocato l'incendio. Prima di precipitare i piloti avevano annunciato che avevano fumo in cabina.

Per il momento però nulla è ancora sicuro: il quotidiano statunitense cita un funzionario canadese secondo cui si è ancora molto lontani dalla soluzione dell'enigma: tutte le ipotesi sono quindi ancora aperte.


swissinfo e agenzie

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