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No del governo all'iniziativa solare, una proposta che va troppo lontano

Una scelta in favore dell'ambiente e della solidarietà nazionale. Berna respinge l'iniziativa "solare" ma appoggia i progetti di tasse ecologiche del parlamento in votazione il 24 settembre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2000 - 16:09

A due settimane e mezzo dall'atteso scrutinio popolare il Consiglio federale ha ribadito, martedì in una conferenza stampa a Berna, la propria posizione riguardo ai tre progetti di tassa sulle energie non rinnovabili, progetti che dividono i partiti di governo.

Berna respinge l'iniziativa popolare "solare" che chiede l'introduzione per un periodo di 25 anni di una tassa che frutterebbe 750 milioni di franchi all'anno da destinare all'incoraggiamento dell'energia fotovoltaica e all'utilizzo più efficiente dell'energia. Una proposta che va troppo lontano e non contempla il settore idroelettrico, ha sottolineato il presidente del governo Adolf Ogi che ha appoggiato senza riserve gli altri due oggetti entrando così in netto contrasto con il proprio partito, l'UDC, che invita a votare tre no.

Il Consiglio federale sostiene infatti le due misure fiscali ecologiche messe a punto dal parlamento e frutto di un compromesso energetico di grande importanza per l'ambiente, e in particolare per il salvataggio del settore idroelettrico. La tassa di incentivazione per le energie rinnovabili, elaborata quale alternativa all'iniziativa, intende infatti destinare per 15 anni un quarto almeno del gettito totale, stimato 450 milioni annui, a sostegno degli impianti idroelettrici, sotto pressione per l'imminente liberalizzazione del mercato dell'elettricità che porterà ad una diminuzione dei prezzi.

"Questa tassa rappresenta una sorta di misura di accompagnamento", ha spiegato il ministro socialista dell'energia e dell'ambiente Moritz Leuenberger. Oltre a mettere in pratica i principi di sviluppo durevole e a valorizzare l'unica risorsa naturale di cui dispone il paese, per Leuenberger (il cui partito raccomanda tre sì) la tassa costituirebbe un giusto bilanciamento degli interessi regionali ribadendo così il primato della politica.

Berna sostiene anche il secondo progetto varato dalle Camere, ossia la tassa sull'energia definitiva i cui proventi verrebbero utilizzati per diminuire i contributi per le assicurazioni sociali. Un provvedimento, concepito inizialmente come controprogetto ad un'altra iniziativa nel frattempo ritirata, che rappresenterebbe un primo passo verso la riforma in chiave ecologica del sistema fiscale, riforma già messa in cantiere dal ministro delle finanze PLR Kaspar Villiger, il cui partito si è schierato contro i tre i progetti di tassa.

Unico partito governativo in linea con il Consiglio federale è il PPD, rappresentante delle regioni alpino-idroelettriche e, con la sinistra, autore principale in parlamento del pacchetto fiscale ecologico. L'Unione democratica di centro e il Partito radicale democratico invitano invece a respingere le tre proposte energetice sottoposte alla votazione federale del 24 settembre.

Da segnalare, sul fronte del no, il comitato «L'economia contro nuove tasse energetiche», composto da 175 membri, tra cui numerosi parlamentari federali e i rappresentanti del Vorort, dell'Unione svizzera di arti e mestieri e delle associazioni padronali. Il comitato, presentatosi al pubblico il 15 agosto scorso, respinge i tre articoli in votazione, perché ritiene che le nuove tasse frenerebbero la recente ripresa facendo lievitare artificiosamente i prezzi.

Luca Hoderas

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