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Mobilizzazione sul fondo di tensioni sociali

I primi no-global sono a Losanna da una settimana Keystone

Con una manifestazione a Losanna, i no-global hanno dato avvio ad un'intensa settimana di azioni di protesta contro il G8 di Evian.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2003 - 11:00

A minacciare l'ampiezza delle proteste gli scioperi in Francia, le tensioni sociali in Svizzera ed i rischi di disordini e violenze.

"Facciamo appello ai nostri militanti affinché partecipino alla grande manifestazione di domenica 1° giugno a Ginevra perché non abbiamo fatto un grosso lavoro di mobilitazione", rileva il portavoce del Partito socialista svizzero Jean-Philippe Jeannerat.

Per organizzare una simile operazione, precisa il portavoce dei socialisti rossocrociati, sono necesessari almeno tre mesi di lavoro.

"Siamo stati impegnati con le votazioni dello scorso 18 maggio ed ora siamo già impegnati con le elezioni federali di quest'autunno", si giustifica Jeannerat.

I grandi sindacati elvetici, come l'Unione sindacale svizzera (USS) ed il Sindacato edilizia e industria (SEI) hanno adottato un profilo simile: sostengono la causa, senza però impegnare le loro forze nella battaglia.

Agenda carica

I sindacati elvetici, in verità, hanno altre preoccupazioni, a cominciare dall'innalzamento dell'età del pensionamento progettata da Pascal Couchepin, il ministro elvetico incaricato degli affari sociali.

In Francia, una riforma simile, voluta dal governo Raffarin, ha già provocato una serie di scioperi e di manifestazioni.

"Questi conflitti sociali rischiano di sottrarre una parte dei militanti dalle manifestazioni anti-G8", stima la francese Françoise Vanni, che partecipa all'organizzazione del Summit per un altro mondo, il contro vertice d'Evian.

"Ma, prosegue la direttrice dell'ONG "Agir ici", questo braccio di ferro che agita la Francia può anche incitare i sindacati ad entrare sulla scena durante il G8, col rischio di confondere il nostro messaggio".

Movimento emergente

Nei fatti, la sinistra tradizionale inizia proprio adesso ad interessarsi al movimento anti-global, le cui origini sono altrove.

È, in tutti i casi, l'opinione del sociologo Jean Rossiaud: "Dagli Anni Settanta assistiamo all'emergere di nuovi movimenti sociali, quali il femminismo, l'ambientalismo, il terzomondismo, le organizzazioni per la difesa dei diritti umani e dei consumatori", precisa il sociologo ginevrino.

"Dopo la caduta del muro di Berlino ed il crescente affermarsi delle politiche neo-liberiste - prosegue Jean Rossiaud - questi movimenti tematici si sono messi a dialogare tra di loro. Negli Anni Novanta i trotzkisti e gli anarchici si sono uniti al movimento no-global.

"Da queste convergenze nascono, oggigiorno, un certo numero di temi e di proposte comuni", conclude il sociologo.

La settimana di resistenza, indetta dal movimento anti-globalizzazione in concomitanza con il vertice di Evian, consentirà quindi di fare il punto su queste proposte.

Tattica contestata

Rimane aperta la discussione sui mezzi da adottare per far figurare queste rivendicazioni nell'agenda dei governanti riuniti ad Evian.

Per farsi sentire i no-global hanno indetto due grandi manifestazioni. La prima si è svolta a Losanna giovedì 29 maggio. L'altra, quella alla quale si attende la partecipazione più massiccia di manifestanti, è in programma domenica a Ginevra.

"È illusorio pensare di ostacolare il vertice di Evian. Il mantenimento di questa scelta dimostra l'immaturità del movimento in Svizzera", giudica Alberto Velasco, membro d'Attac Ginevra.

"È dell'oro in lingotti per le autorità. In questo modo possono giustificare il gigantesco dispositivo militar-poliziesco dispiegato nella regione del lago Lemano", prosegue il deputato socialista.

Aria di smobilitazione

"Considerati i rischi di scoppi di violenze, il nostro appello è a non manifestare", precisa dal canto suo Bastienne Jörchel di Swisscoalition, la Comunità di lavoro delle organizzazioni svizzere di cooperazione internazionale, che raggruppa le principali ONG terzomondiste elvetiche.

Jean Rossiaud sottolinea il ruolo del Forum sociale lemanico. Questa branca del forum sociale mondiale di Porto Alegre, ha infatti lanciato un appello ai dimostranti violenti ed ai black-block di non partecipare alle proteste anti-G8 ed a rinunciare alle loro azioni.

Inoltre - ed è la prima volta tra i no-global elvetici - il servizio d'ordine della manifestazione del 1° giugno a Ginevra sarà assicurato da 150 persone dei movimenti stessi.

Violenti marginalizzati

"Per anni il movimento no-global ha giudicato i black-block come 'compagni' che sbagliavano", rimarca Jean Rossiaud.

"Oggi - prosegue il sociologo ginevrino - il movimento no-global è sufficientemente riconosciuto dai mass media. Questa alleanza - negli obiettivi ma non nei metodi - tra le frange violente e le altre componenti del movimento non è più necessaria".

Il suo collega Ueli Windisch avverte: "Se la violenza continuerà a farla da padrone nelle proteste anti-G8, ciò finirà per alienare le simpatie di nuove fasce della popolazione. Una situazione che finirebbe per rafforzare i partiti più a destra dello scacchiere politico elvetico".

swissinfo, Frédéric Burnand, Ginevra
(Traduzione: Sergio Regazzoni)

In breve

Migliaia di no-global si stanno radunando a Losanna e Ginevra per prendere parte al forum sociale lemanico ed alle manifestazioni anti-G8.

L'ampiezza delle proteste di piazza minacciata dalle tensioni sociali in Svizzera e dagli scioperi in Francia.

Appello dei coordinatori delle proteste a marginalizzare gli elementi violenti del movimento anti-globalizzazione.

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