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Missione quasi impossibile

Svizzera, Francia, Inghilterra, Croazia: unite ed avversarie nel gruppo B swissinfo.ch

Croazia, Inghilterra e Francia: saranno questi i primi – e ultimi? – avversari della Svizzera agli Europei 2004 in Portogallo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2004 - 18:31

Dalla sua prima partecipazione ad un campionato d’Europa per nazioni nel 1964, il calcio elvetico non è mai riuscito ad essere tra le otto finaliste.

Le quotazioni della nazionale svizzera non sono certo molto alte in Portogallo. Gli scommettitori la piazzano solo al quindicesimo e penultimo posto, appena prima della Lettonia. Logico, anzi, matematico. La Federazione internazionale di calcio (FIFA) propone la medesima classifica.

In corsa nel gruppo B, accanto a Francia, Inghilterra e Croazia, la Svizzera non può certo vantare i medesimi titoli di gloria dei suoi avversari.

Per contro, nel suo ruolo di Cenerentola del gruppo, la squadra del selezionatore Jakob «Köbi» Kuhn ha almeno un piccolo vantaggio: quello di non aver nulla da perdere. Per Francesi e Inglesi è vero il contrario.

Una qualificazione svizzera per la seconda fase di questi campionati d’Europa, per quanto poco probabile, non può quindi essere del tutto esclusa. Breve panoramica dei tre avversari.

La Croazia, seconda «piccola» del gruppo

Domenica 13 giugno 2004, Leiria, Stadio Dr. Magalhães Pessoa. La Svizzera affronta la Croazia. Una prima storica. E decisiva. Nessuna delle due squadre può permettersi una sconfitta.

La vincitrice può infatti sperare di arrivare ai quarti di finale. La perdente si troverebbe invece costretta a battere l’Inghilterra o la Francia, una missione quasi impossibile, per potersi piazzare tra le prime due del gruppo.

Sulla carta, il paese balcanico parte avvantaggiato. Entrata nei quarti di finale agli Europei 1996 d’Inghilterra e poi si piazza terzo ai Mondiali 1998 in Francia. La giovane nazione, uscita dallo smembramento dell’ex Jugoslavia, ha avuto un esordio folgorante. Anche grazie ad uomini come Šuker, Prosinecki e Jarni.

Da allora però la Croazia è in perdita di velocità. L’équipe dell’allenatore Otto Barić ha faticato le pene dell’inferno per staccare il biglietto per questi campionati. E il merito è tutto di due uomini particolarmente pericolosi: gli attaccanti Dado Pršo (già finalista in Champions League con il Monaco) e Ivan Klasnic (campione di Germania con il Werder Brema).

La flemma inglese messa a dura prova

Giovedì 17 giugno 2004, Coimbra, Cidade de Coimbra. Remake della partita d’apertura tra Svizzera e Inghilterra in occasione degli Europei 1996. Nel tempio di Wembley, Kubilay Türkyilmaz aveva pareggiato su calcio di rigore negli ultimi minuti di gioco (1-1).

Un pareggio che non aveva tuttavia impedito alla squadra inglese di raggiungere la semifinale.

Otto anni dopo, i pupilli dell’allenatore svedese Sven Göran Eriksson partono di nuovo favoriti. Non possono però certo dire di affrontare l’appuntamento in tutta serenità.

Due scandali hanno infatti scosso a breve distanza il regno calcistico di Sua Maestà. Nello scorso settembre, Rio Ferdinand, difensore del Manchester United e membro dell’undici di base della nazionale, si è sottratto a un controllo anti-doping. Sanzione: undici mesi di sospensione, e niente Europei!

In aprile di quest’anno, David Beckham, accusato d’adulterio, occupa le prime pagine dei tabloid britannici per le sue supposte performance extra-sportive.

La forza dell’Inghilterra dipenderà in gran parte sia dalla capacità di autocontrollo emotivo della stella del Real Madrid, sia dal rendimento del vivacissimo Michael Owen (entrambi 5 reti in fase di qualificazioni). L’Inghilterra è d’altronde sempre in cerca di una consacrazione, dopo la vittoria ottenuta in casa in Coppa del Mondo nel 1966.

La legione delle star francesi

Lunedì 21 giugno 2004, Coimbra, Cidade de Coimbra. Sul manto erboso lusitano, alcune decine di milioni di dollari. Incarnate da quei virtuosi del pallone che sono Zidane, Henry, Trezeguet e dagli instancabili Dessailly (35 anni), Lizarazu (34 anni) e Barthez (32 anni).

Campione del mondo nel 1998, sul terreno di casa, depositaria del trofeo europeo conquistato nel 2000 a Rotterdam, la Francia tiene particolarmente a cancellare definitivamente il brutto ricordo dei Mondiali 2002, quando fu eliminata al primo turno.

Grazie ad una serie incredibile di vittorie nella fase di avvicinamento agli Europei, la squadra posta sotto la guida di Jacques Santini è in realtà la principale favorita alla successione di sé stessa in Portogallo.

Stéphane Chapuisat e compagni hanno d’altronde già avuto un primo saggio di quello che li attende. Il 20 agosto scorso, allo Stadio di Ginevra, sono stati ridotti a semplici spettatori (sconfitta 0-2). Un risultato che riflette solo parzialmente il dominio dei Tricolori.

Il compito dei «piccoli Svizzeri» si annuncia quindi indubbiamente arduo. Ma come recita il vecchio adagio, la parola impossibile non fa parte del vocabolario elvetico.

swissinfo, Raphael Donzel
Traduzione dal francese: Luisa Orelli

Fatti e cifre

Bilancio contro la Croazia: nessun incontro
Bilancio contro l’Inghilterra: 18 incontri, 3 vittorie, 4 pareggi, 11 sconfitte
Bilancio contro la Francia: 32 incontri, 13 vittorie, 6 pareggi, 13 sconfitte

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In breve

Nel gruppo 1, la Francia non ha avuto nessuna difficoltà a qualificarsi. Ha vinto tutte le otto partite giocate (differenza reti: 29-2): contro Slovenia, Israele, Cipro e Malta, dando alla Slovenia, classificata seconda, ben dieci punti di distacco nella classifica finale.

Nel gruppo 7, l’Inghilterra ha chiuso le qualificazioni al primo posto, con un punto di vantaggio sulla Turchia, grazie a un pareggio strappato in extremis ai Turchi in occasione della loro ultima partita (0-0).

Nel gruppo 8, la Croazia ha avuto molta fortuna. In occasione del suo ultimo incontro, ha sconfitto i Bulgari, ormai certi di avere conquistato il primo posto, soffiando così il secondo posto ai Belgi.

Nello spareggio che l’ha opposta alla seconda del gruppo 1, la Slovenia, la squadra croata ha staccato il biglietto per gli Europei grazie ad una vittoria nella partita di ritorno (1-1 andata, 1-0 ritorno).

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