Navigation

Le nuove tecnologie al servizio della democrazia

Internet come strumento democratico? Keystone Archive

Tutti devono poter accedere alle nuove tecnologie. Il ministro delle comunicazioni Moritz Leuenberger si è così espresso alla prima conferenza europea sull’e-government.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2003 - 13:24

All'incontro di Cernobbio, il punto sulla situazione del governo online in Europa.

“La democrazia non va relegata in un museo”, ha detto a questo proposito Leuenberger.

Secondo il consigliere federale, presente alla conferenza di Cernobbio con il direttore dell’Ufficio federale della comunicazione, Marc Furrer, le nuove tecnologie devono contribuire all’emancipazione degli utenti e in nessun caso fungere da strumento di controllo.

Il consigliere federale ha sottolineato che anche il miglior progetto di “governo elettronico” non vale niente se la popolazione non dispone di sufficienti raccordi telefonici.

È quindi indispensabile che in ogni quartiere, paese o città vi siano dei centri di telecomunicazione: una premessa indispensabile per un “buon governo e una buona amministrazione”.

Gli obiettivi della conferenza

La conferenza si è aperta lunedì, in quella che fu la dimora del regista Luchino Visconti, ed è stata indetta per fare il punto sulla situazione nel Vecchio Continente, in netto ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Alla conferenza partecipano un migliaio di delegati e ministri responsabili delle nuove tecnologie e della comunicazione, provenienti da 47 Paesi.

Uno dei temi principali in discussione è l’accesso da parte delle amministrazioni dei Paesi europei a Internet.

Secondo il ministro italiano per l’innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, è importante che i vari Stati creino il loro “governo elettronico” in collaborazione con gli altri.

Il vertice di Ginevra

Moritz Leuenberger è stato invitato a questo vertice ministeriale dalla Commissione UE e dalla nuova presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea.

Il vertice funge da piattaforma della diversità linguistica e delle culture, della trasparenza e del “buon governo”.

Si tratta di elaborare un quadro giuridico, economico, tecnico ma anche politico affinché tutti possano accedere all'informazione e alle reti della comunicazione.

A questo proposito Moritz Leuenberger ha sottolineato che le popolazioni nei Paesi in via di sviluppo possono sfuggire alla povertà solo se hanno accesso all’informazione.

“In questo senso”, ha detto il ministro elvetico, “l’Europa deve svolgere un ruolo importante al vertice mondiale sulla società dell'informazione, organizzato dalla Nazioni Unite del prossimo dicembre a Ginevra".

swissinfo e agenzie

In breve

Alla prima conferenza europea sull'e-government il ministro svizzero delle comunicazioni Moritz Leuenberger ha definito "una missione importante" gli sforzi intrapresi per permettere a tutti, anche ai più poveri, di accedere alla comunicazione elettronica.

Per quanto riguarda la Svizzera, Berna ha già varato una strategia di e-government nel febbraio del 2002.

Attualmente in Svizzera in questo campo sono in corso alcuni progetti, tra cui l'attribuzione di numeri telefonici, la dichiarazione delle imposte on-line o il voto elettronico.

End of insertion

Fatti e cifre

La conferenza sull’e-government si svolge a Cernobbio, sul lago di Como, il 7 e l’8 luglio
Vi partecipano 1000 delegati di 47 Paesi
Il vertice mondiale delle Nazioni Unite sulla società dell'informazione si terrà a Ginevra dal 10 al 12 dicembre

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?