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Votazioni federali del 28 novembre 2021

Le divisioni in Svizzera preoccupano i media internazionali

Il popolo elvetico esce molto diviso dal voto sul certificato vaccinale, la cui campagna è stata caratterizzata da manifestazioni e scambi virulenti tra i due campi. Keystone / Anthony Anex

I media internazionali accolgono con favore il voto chiaro dell'elettorato elvetico in favore del certificato vaccinale. Si preoccupano tuttavia nel vedere la Svizzera del consenso e del compromesso dividersi sulla politica sanitaria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 novembre 2021 - 16:00

Primo Paese al mondo a votare sul certificato sanitario, la Svizzera era osservata con attenzione la scorsa domenica anche dall'estero. Nel mondo, i media hanno accolto con favore il "sì" al 62% alla base legale per l'utilizzo del documento che attesta l'avvenuta vaccinazione o guarigione dalla Covid-19.

A far discutere è invece il clima deleterio della campagna. Ad esempio in Francia. "È in un contesto insolitamente teso che gli svizzeri hanno votato", scrive Le MondeLink esterno. Il quotidiano a pagamento più letto dell'Esagono elenca le derive: minacce di morte sulle reti sociali contro gli eletti, riferimenti a una "dittatura sanitaria" d'ispirazione nazista, etc. Il risultato del voto è una sconfitta della destra populista che ha finanziato "una muscolosa campagna di manifesti contro il pass sanitario", conclude il giornale.

"L'aumento delle tensioni in Svizzera, Paese conosciuto per la cultura del dialogo e del compromesso e dove i referendum sono organizzati diverse volte all'anno in un clima rilassato, ha l'effetto di un elettroshock", scrive l'Agence France-PresseLink esterno (AFP). L'agenzia osserva come numerosi politici, tra cui il ministro della sanità Alain Berset, hanno ricevuto minacce di morte e sono sotto la scorta della polizia.

Una svolta della cultura politica

Anche dalla Germania arrivano reazioni di sorpresa per le tensioni emerse in Svizzera attorno alla politica sanitaria del Governo. "L'intransigenza con cui il campo del 'sì' e del 'no' alle misure di lotta contro il coronavirus si affrontano è decisamente insolita per il Paese alpino", constata il Südkurier.

"L'intransigenza con cui il campo del 'sì' e del 'no' alle misure di lotta contro il coronavirus si affrontano è decisamente insolita per il Paese alpino"

Südkurier, Germania

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Il quotidiano regionale con sede a Costanza spiega che il sistema svizzero di democrazia semidiretta è "basato sul consenso" e che "i dibattiti sono tradizionalmente svolti in un'atmosfera di rispetto reciproco". Il coronavirus potrebbe tuttavia cambiare le cose: "Gli esperti temono che la divisione della società sulla politica sanitaria avrà ripercussioni a lungo termine sulla cultura politica elvetica", scrive il quotidiano.

Messaggio svizzero al mondo intero

I "Freiheitstrychler" ("suonatori di libertà"), diventati il simbolo di chi si oppone alle misure sanitarie, hanno catturato l'interesse della stampa italiana. La RepubblicaLink esterno li descrive come "un gruppo di barbuti suonatori di campane, il cui aspetto rimanda ai suprematisti bianchi statunitensi".

Il quotidiano italiano precisa che dietro al movimento si trova la destra sovranista, e più precisamente l'Unione democratica di centro (UDC). Ricorda che il partito maggioritario al Parlamento elvetico è anche quello che ha ottenuto il divieto dei minareti e del burqa, ma soprattutto il partito che porta avanti "una politica eurofoba che ha reso le relazioni tra Berna e Bruxelles sempre più tese".

Il voto svizzero è stato "un test interessante" per il certificato vaccinale, scrive invece Il Sole 24 OreLink esterno. Il quotidiano ritiene che il grande "sì" del popolo svizzero sia "un messaggio verso l'esterno, considerando le tensioni innescate in molti Paesi da quanti in vario modo si oppongono ai vaccini e/o ai green pass".

Una personalità anti-vax

I media spagnoli si sono appassionati alla storia di Robert F.Kennedy Jr, nipote dell'ex presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy, che ha fatto sentire la sua voce in seno al movimento anti-vax elvetico durante la campagna. Il noto personaggio ha attirato l'attenzione della televisione pubblica spagnola RTVELink esterno che di norma non si interessa molto alla piccola Svizzera.

La stampa iberica sottolinea anche che la Confederazione è il primo Paese al mondo ad approvare alle urne l'utilizzo del pass sanitario. Numerose testate riprendono la notizia di EFELink esterno, la principale agenzia di stampa in lingua spagnola. Quest'ultima mette in luce la virulenza della campagna, precisando che il "62% dei votanti ha sostenuto la Legge Covid senza lasciarsi influenzare dalla campagna aggressiva degli oppositori".

Le manifestazioni continueranno

I media anglofoni hanno messo la votazione nel contesto di una Svizzera che si mostra reticente nei confronti della vaccinazione. Il New York TimesLink esterno sottolinea che lo scrutinio si è tenuto in "un contesto di recrudescenza di casi di Covid-19 in Svizzera che, pur essendo uno dei Paesi più ricchi al mondo, ha uno dei tassi di vaccinazione più basso del continente".

La BBCLink esterno ricorda che la vaccinazione è un tema sensibile da tempo nella Confederazione, in particolare nella parte germanofona del Paese. Il media di servizio pubblico britannico fa l'esempio del morbillo: "La credenza che l'immunità naturale sia migliore ha portato a un basso tasso di vaccinazione contro il morbillo nei bambini, ciò che ha portato a un aumento dei casi di morbillo in tutta Europa".

Il popolo ha approvato due volte la politica sanitaria del Governo, ma la BBC prevede che le manifestazioni continueranno, in Svizzera e in Europa. "La collera, la paura e la divisione sociale nate dalla pandemia non possono essere risolte con una o due votazioni", si legge.

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