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La Svizzera dichiara guerra al morbillo

Contro l'epidemia di morbillo, raccomandata la vaccinazione Keystone

E' ormai da qualche mese che l'epidemia di morbillo ha colpito la Svizzera. Per tentare di arginare la diffusione della malattia, le autorità sanitarie si attivano per aumentare il tasso di vaccinazioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 aprile 2008 - 15:50

Da quando, lo scorso mese di marzo, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha lanciato l'appello, le vendite di vaccini sono effettivamente aumentate. "Credo che la popolazione – conferma a swissinfo il portavoce Jean-Louis Zurcher – abbia recepito il messaggio".

Un passo importante specialmente alla luce dell'allarme lanciato da alcuni esperti europei, preoccupati dalla presenza del morbillo alla vigilia dei Campionati europei di calcio che si tengono in Svizzera e in Austria. Temono infatti che la presenza di un vasto pubblico veicoli la malattia più rapidamente.

Un virus offensivo in vista di Euro 08

Del resto il morbillo è uno dei virus più contagiosi. In Svizzera l'epidemia ha raggiunto i massimi livelli nel 1999, quando la dichiarazione di questa malattia è stata resa obbligatoria. Dall'inizio del 2008 sono stati registrati 1'204 casi, contro i 151 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (e 21 casi nel 2006). Finora l' epidemia ha causato 133 ospedalizzazioni.

Il carattere offensivo del virus impensierisce, dicevamo, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC, in base all'acronimo inglese). La preoccupazione è da mettere in relazione con Euro 08: migliaia di persone giungeranno in Svizzera e in Austria per assistere alle partite e non tutte saranno vaccinate contro il morbillo.

"Il morbillo – spiega la direttrice del Centro Zsuzanna Jakab – è uno dei virus più contagiosi che esistano. Può generare anche malattie gravi e persino portare alla morte. Quando persone non vaccinate entrano in contatto con il virus, la probabilità di essere contagiate è alta".

"In molti paesi d'Europa – aggiunge la direttrice – abbiamo assistito ad un'impennata di morbillo. E quindi il rischio di contagio per milioni di europei non vaccinati è reale". Proprio per questo le autorità sanitarie nazionali devono attivarsi ed agire.

Per rendersi conto precisamente della situazione, gli esperti del CDC si incontreranno in Austria prima dell'inizio dei Campionati europei di calcio; vogliono infatti valutare attentamente i rischi. La diffusione del morbillo è prevedibile nei paesi dove il tasso di vaccinazione è basso, come in Spagna, Germania, Italia e Gran Bretagna.

Arizona e California a macchie rosse

E l'incubo delle macchie rosse sbarca anche oltre oceano. Il Centro americano per la prevenzione e il controllo delle malattie ha identificato, all'inizio del mese, due svizzeri come la fonte dell'esplosione del virus in California e Arizona. Dall'inizio dell'anno a San Diego sono stati registrati undici casi, dopo il passaggio di un bambino non vaccinato proveniente dalla Svizzera.

L'impennata del virus in Arizona è stata messa in relazione con un turista svizzero, che ha dovuto essere ricoverato in ospedale dove gli è stato diagnosticato il morbillo e una polmonite. Un'emergenza sanitaria che ha provocato un controllo immediato sullo stato di immunità dei 1'800 dipendenti del nosocomio e che ha permesso di scoprire nove casi di contagio, tutti nel contesto ospedaliero.

L'Ufficio federale della salute pubblica è dunque corso ai ripari raccomandando a tutte le persone che visitano la Svizzera di controllare il libretto delle vaccinazioni. E consiglia vivamente il vaccino trivalente (morbillo, rosolia e orecchioni).

Jean-Louis Zurcher, portavoce dell'UFSP, ricorda che la vaccinazione è particolarmente indicata per le persone che assisteranno a Euro 08: "Non possiamo fare altro se non raccomandare alle persone in provenienza dall'estero, di assicurare la propria protezione e quella dei loro cari, ricorrendo al vaccino".

"Gli spettatori dei paesi in cui il morbillo è stato sradicato, come per esempio la Finlandia, torneranno in patria dopo il Campionato di calcio. Questi viaggiatori – afferma preoccupato Zurcher – potrebbero essere, come portatori del virus, fonte di seri problemi".

I cantoni chiamati a prendere misure

All'inizio di marzo l'UFSP, la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) e l'Associazione dei medici cantonali svizzeri (AMCS), hanno lanciato un appello congiunto: l'invito è quello di procedere al controllo dello stato vaccinale dei pazienti e di proporre una vaccinazione in base alle necessità. Il richiamo sugli adulti nati dopo il 1963 è particolarmente indicato.

Anche i cantoni devono fare attivamente la loro parte: sono infatti chiamati ad adottare misure incisive volte ad interrompere la catena di trasmissione. In questo contesto anche l'informazione può avere un peso. Hans Gerber, dell'AMCS, spera infatti che "l'attenzione prestata all'emergenza morbillo dagli organi di informazione, abbia un effetto sul tasso di vaccinazioni".

Per eliminare il virus occorrerebbe che il tasso di vaccinazione dei bambini raggiungesse il 95%, mentre ora è fermo all'86%.

swissinfo, Jessica Dacey
(traduzione e adattamento dall'inglese Françoise Gehring)

In breve

L'attuale epidemia di morbillo in Svizzera risale al mese di novembre 2006, quando è stata diagnosticata presso alcuni scolari del Canton Lucerna. Si è inseguito diffusa in tutti i cantoni, ma con un'intensità molto variabile.

La metà dei bambini colpiti dalla malattia aveva tra i 5 e i 15 anni. Il 98% dei pazienti non era vaccinato a sufficienza o non lo era del tutto.

In base alle stime del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in Europa rischiano di essere contaminate 3 milioni di persone.

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morbillo

Il morbillo è una malattia virale acuta e altamente contagiosa. Inizia con un semplice raffreddore. Dopo alcuni giorni sale la febbre e appaiono delle macchie rosse su tutto il corpo.

Le complicazioni del morbillo sono frequenti (circa 1 persona su 6). Le più gravi sono le polmoniti e le encefaliti (infiammazione del cervello) che possono lasciare delle gravi conseguenze neurologiche.

In base al piano di vaccinazioni dei bimbi, in genere la prima dose di vaccino trivalente (la combinazione morbillo, orecchioni e rosolia) è raccomandata a 12 mesi e la seconda tra i 15 e i 24 mesi.

I bambini, gli adolescenti o i giovani adulti (meno di 40 anni) che non hanno ancora ricevuto due dosi del vaccino possono trarre un beneficio dalla vaccinazione a qualsiasi età.

Le regolari vaccinazioni contro il morbillo sono state introdotte nella maggioranza dei paesi europei a partire dagli anni Ottanta. In Europa il principale gruppo a rischio è composto da bambini e giovani adulti che non hanno potuto essere vaccinati o che non hanno voluto.

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