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La saga centenaria del Salone dell'auto

Il cartellone pubblicitario della prima edizione del 1905 (foto: salon-auto.ch) salon-auto.ch

La 75esima edizione del Salone internazionale dell’automobile di Ginevra celebra il centenario dell’esposizione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 marzo 2005 - 10:33

Un libro commemorativo di oltre 300 pagine racconta l’epopea del Salone e dell’industria automobilistica. Intervista con Joëlle de Syon, una delle autrici.

Un secolo di progresso automobilistico. È l’allettante menù servito da Joëlle de Syon e Brigitte Sion con la loro opera consacrata al centenario del Salone dell’auto.

Questa istituzione ginevrina attira ogni anno centinaia di migliaia di cittadini elvetici sulle rive del Lemano per ammirare le ultime novità dell’industria automobilistica. Un settore che, oggi, equivale a circa 630 miliardi di dollari e figura al secondo posto tra le industrie esportatrici, alle spalle della chimica.

swissinfo: Come mai questo Salone dell’auto è nato a Ginevra?

Joëlle de Syon: Nel 1905, Ginevra era la città più motorizzata della Svizzera. Quasi 400 veicoli immatricolati, tanti quanti ne esistevano in tutti gli altri cantoni riuniti. Nella regione si sono quindi sviluppate tutta una gamma d’industrie legate a questo settore, che faceva vivere, direttamente o indirettamente, circa 8000 persone.

Ginevra è poi vicina sia alla Francia che alla Germania, due grandi produttori d’automobili.

Inoltre, nella Svizzera tedesca, l’arrivo delle quattro ruote aveva provocato un grande movimento "autofobico". La popolazione non amava questo nuovo mezzo di trasporto che provocava immense nubi di polvere. Le strade, in effetti, non erano ancora asfaltate. Gli automobilisti, da parte loro, erano spesso definiti dei pericoli.

Al contrario, nella Svizzera romanda, accanto ai timori, si sviluppò anche la passione per l’automobile. Come testimoniano i giornali dell’epoca, si riteneva che le auto fossero dei vettori di progresso.

A Ginevra, nel 1898, è nato l’Automobil Club Svizzero (ACS). Ed ancora qui, alcune persone come Paul Buchet, rappresentante di Michelin in Svizzera, Jules Mégevet, giovane costruttore ginevrino, o Charles-Louis Empeyta, presidente dell’ACS, decidono di creare un’esposizione consacrata all’automobile sull’esempio del Salone di Parigi del 1898.

Il Salone del 1905 rappresenta dunque una delle prime esposizioni dedicate esclusivamente all’automobile.

swissinfo: La terza edizione del Salone si era poi svolta nella Svizzera tedesca. Come mai?

J.de S.: Nella Svizzera tedesca era apparso un numero crescente di costruttori e di carrozzieri. Attraverso l’ACS, con gran dispiacere dei ginevrini, riuscirono ad attirare il Salone a Zurigo.

Ma ciò capitò una sola volta. In quel periodo, l’industria automobilistica stava attraversando un periodo di grande crisi. Negli anni seguenti, in Svizzera non venne organizzata alcuna manifestazione. Poi si giunse alla prima guerra mondiale.

Nel 1923 il Salone torna a Ginevra grazie alla tenacia di una persona (Robert Marchand) che si era resa conto che pure la Svizzera tedesca era ormai pronta ai blocchi di partenza. Un’esposizione del genere era infatti prevista a Basilea.

Agendo attraverso la Camera internazionale dell’automobile per conservare il titolo di salone internazionale, Marchand, in due mesi, riuscì ad organizzare un’edizione che ebbe un grande successo.

swissinfo: A questo momento, i timori del grande pubblico erano spariti?

J.de S.: La gente comincia a realizzare che l’auto non è soltanto uno sfizio per ricchi e che può essere utile a molti. Durante l’epidemia d’influenza spagnola del 1918, soltanto le vetture dei medici sono autorizzate a circolare. E così numerose persone, specialmente nelle campagne, constatano che senza automobili non avrebbero potuto essere curate a tempo.

Inoltre, quale conseguenza della guerra, arrivano sul mercato dei grandi stock di vetture d’occasione: veicoli requisiti dall’esercito.

In Europa, Citroën mette in circolazione le prime automobili acquistabili in un sol pezzo. In precedenza, i veicoli si vendevano in pezzi separati (telaio e motore) ed i carrozzieri assicuravano il montaggio finale.

swissinfo: Tra questi industriali c’erano pure degli svizzeri?

J. de S.: Fin verso il 1925 esistevano dei costruttori automobilistici. In seguito sono resistiti alcuni fabbricanti di veicoli pesanti. La Svizzera ha pure conosciuto dei carrozzieri di grande reputazione.

Ma l’industria delle quattro ruote elvetica non ha mai saputo raggiungere un livello di produzione di massa. Si trattava di un’industria di macchine di lusso, ad esempio le famose Piccare-Pictet (Pic-Pic), veicoli fatti su misura, estremamente curati e solidi.

swissinfo: Ma queste auto non sono riuscite ad imporsi in modo durevole neppure in questo mercato di nicchia...

J. de S.: Effettivamente. La marca ginevrina Stella aveva anche avuto dei contatti con Rolls-Royce, ma non erano sfociati in nulla.

swissinfo: L’organizzazione a Ginevra del Salone dell’auto ha continuato ad essere contestata dalla Svizzera tedesca?

J. de. S.: Oggi, un’idea del genere non esiste più. Ma, in passato, come ad esempio nel 1975, la Svizzera tedesca ha più volte tentato di riportare il Salone sul proprio territorio.

Ciò che ha la sua logica: in effetti, tutti i più grandi importatori d’auto si trovano nella Svizzera di lingua tedesca.

swissinfo: Questa manifestazione costituisce tuttavia un legame privilegiato tra la Svizzera tedesca e quella romanda.

J. de. S.: Certo. Per un grande numero di svizzeri tedeschi, la visita del Salone è stata per lungo tempo la principale, se non l’unica, occasione di andare in Romandia. Nel corso degli anni, il Salone ha permesso a numerosi gruppi di amici di trascorrere a Ginevra un fine settimana di feste e libertà. E la tradizione continua.

In occasione dell’esposizione, macchine e treni convergono su Ginevra da tutta la Svizzera. I cartelloni pubblicitari del Salone sono molto diffusi nelle città svizzero tedesche. Si può quasi parlare di una manifestazione svizzero tedesca in terra romanda.

Intervista swissinfo a cura di Frédéric Burnand, Ginevra
(traduzione: Marzio Pescia)

Fatti e cifre

Il 75esimo Salone internazionale dell’auto si svolge a Ginevra dal 3 al 13 marzo 2005.
Nell’ambito dell’esposizione "100 anni di progressi automobilistici" saranno esposti una dozzina di veicoli testimoni dell’industria automobilistica elvetica.

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In breve

"L’auto diventerà indispensabile. Darà ai viaggiatori l’indipendenza e li emanciperà dagli orari. Un giorno avrà lo stesso fortunato destino delle ferrovie e delle biciclette, tutti potranno usufruirne". Ludwig Forrer, Consigliere federale, in occasione della giornata inaugurale del primo Salone dell’auto di Ginevra.

"La mia missione principale è quella di difendere la qualità di vita a Ginevra. Il va e vieni dei pendolari che si spostano a bordo dei loro veicoli privati è un’aberrazione. Ginevra deve premunirsi contro la crescita esponenziale del numero di auto". Christian Ferrazino, sindaco di Ginevra, assente dalle cerimonie ufficiali del Salone del 2004.

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