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La rete Swissnex si estende a Shanghai

Flavia Schlegel (direttrice Swissnex a Shangai), Mauro dell'Ambrogio (segretario di Stato) e Lan Zuo Gillet (vice direttrice)

La Confederazione intensifica la collaborazione scientifica e tecnologica con i paesi giudicati prioritari: l'inaugurazione della «casa svizzera» di Shanghai è parte integrante di questa strategia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 agosto 2008 - 10:32

A Shanghai è sorta la quarta «casa svizzera all'estero», che si aggiunge a quelle di Boston, San Francisco e Singapore. La prossima sarà realizzata nel 2009 a Bangalore, in India.

Operativo dallo scorso ottobre, il nuovo centro a Shanghai è stato inaugurato ufficialmente il 7 agosto. La cerimonia è stata presieduta dal segretario di Stato Mauro Dell'Ambrogio, che ha sostituito Pascal Couchepin.

Il presidente della Confederazione non ha potuto raggiungere la Cina in tempo, poiché un tifone ha impedito il decollo del suo aereo da Hanoi, dove era stato in visita nei giorni precedenti.

La Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca (SER) ha spiegato che la dinamica metropoli cinese è stata scelta per la presenza di eccellenti istituti universitari e per il fatto che diverse note imprese svizzere vi hanno insediato i loro laboratori di ricerca.

Pubblico e privato

La rete Swissnex è diretta dalla SER, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri. Le «case svizzere» costituiscono delle partnership tra pubblico e privato, finanziate nella misura di circa un terzo dalla Confederazione. Il resto proviene dalla rimunerazione di prestazioni e dagli sponsor.

Adiacente al consolato svizzero, la «casa svizzera» di Shanghai impiega otto persone. Il team di lavoro è capeggiato da Flavia Schlegel, ex vicedirettrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica, affiancata da Lan Gillet, una svizzera di origine cinese.

Ponte tra Cina e Svizzera

Mauro Dell'Ambrogio ha sottolineato gli obiettivi della Confederazione: «Intendiamo creare una rete di promozione per gli scambi scientifici tra la Cina e la Svizzera. Nel contempo, Swissnex costituirà un anello di congiunzione tra le autorità cinesi, la Svizzera e l'economia elvetica in Cina.

Riferendosi a Swissinex, Dell'Ambrogio ne ha inoltre elogiato la grande flessibilità, lo spirito imprenditoriale e i processi decisionali snelli.

Al pari delle altre sedi negli Stati Uniti e a Singapore, quella di Shanghai ha lo scopo di coordinare le attività scientifiche e tecnologiche elvetiche in Cina, di fungere da collegamento e di promuovere le collaborazioni.

Questo programma ha inoltre l'ambizioso obiettivo di rafforzare la posizione d'avanguardia della Svizzera nell'insegnamento superiore, nella ricerca e nell'innovazione.

«Tramite Swissnex, gli scienziati e gli istituti di ricerca svizzeri avranno l'occasione di trovare i partner giusti e i contatti adeguati», ha rilevato dal canto suo Mauro Moruzzi, capo della sezione «Cooperazione bilaterale di ricerca» presso la SER. L'intento è di aumentare in modo consistente gli scambi di scienziati, ricercatori e dottorandi in entrambe le direzioni.

Crescita continua

Nel 2006, la Cina ha investito ben 136 miliardi di franchi a favore della ricerca e dello sviluppo: una somma ragguardevole, addirittura superiore ai fondi stanziati – sempre nel 2006 – per il medesimo scopo dal Giappone.

«Sono convinto che la Cina raggiungerà presto gli Stati Uniti, che destinano annualmente circa 330 miliardi di franchi alla ricerca», ha commentato Dell'Ambrogio. Entro il 2010, la Cina intende attribuire alla ricerca il 2% del prodotto interno lordo.

Il vice presidente del Politecnico federale di Zurigo – dove gli studenti cinesi sono il 5% del totale – Gerhard Schmitt ha aggiunto che «le migliori università cinesi figurano già tra gli atenei più prestigiosi a livello mondiale. Per noi, poter disporre di una presenza in loco grazie a Swissnex è dunque fondamentale».

swissinfo e agenzie

In breve

La Cina figura tra i paesi extraeuropei prioritari per la Svizzera dal profilo della cooperazione bilaterale nei settori dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione. Un primo accordo di cooperazione scientifica e tecnica è stato concluso nel 1989 e un programma di cooperazione è stato lanciato nel 2003.

Il programma di cooperazione in campo scientifico e tecnologico tra Svizzera e Cina è finanziato dalla Confederazione con 9 milioni di franchi per gli anni 2008-2011.
La Cina ha promesso di fare altrettanto.

Esso contribuirà al promovimento della cooperazione a lungo termine tra università e istituti di ricerca cinesi e svizzeri nel settore delle scienze della vita, della biotecnologia, dell'ambiente, dello sviluppo urbano e sostenibile, della scienza dei materiali e della medicina.

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