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La convenzione di pace

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 novembre 2002 - 09:21

Il presidente degli industriali della metallurgia Ernst Dübi e quello della FLMO Konrad Ilg sono considerati i "padri" della pace del lavoro, ma un ruolo importante nell'evoluzione dell'atteggiamento sindacale lo ha avuto Max Weber, futuro consigliere federale, all'epoca economista presso l'Unione sindacale svizzera.

Ecco il preambolo della "Convenzione di pace", stipulata il 19 luglio 1937 tra l'Associazione padronale svizzera dei costruttori di macchine e degli industriali della metallurgia e quattro centrali sindacali, la più importante delle quali era senz'altro la Federazione dei lavoratori metallurgici e degli orologiai (FLMO).

"La presente Convenzione si propone di mantenere la pace sociale e di promuovere, attraverso sane condizioni di lavoro, lo sviluppo dell'industria metalmeccanica svizzera nell'interesse comune dei datori di lavoro e dei lavoratori.

La convenzione è retta dal principio della buona fede, con cui le parti contraenti s'impegnano a tutelare gli interessi reciproci. In questo senso la convenzione si prefigge:di fissare e aggiornare diritti e doveri contrattuali nello spirito di reciproca comprensione

-di promuovere la collaborazione tra i datori di lavoro e i lavoratori e tra le loro rispettive organizzazioni
-di trattare, conformemente alla presente convenzione importanti divergenze e conflitti
-di mantenere la pace del lavoro.

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