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La cannabis rimane illegale in Svizzera

La destra ha posto il suo veto alla depenalizzazione della cannabis. Keystone

Fumare uno spinello continuerà ad essere un reato in Svizzera. Il governo non è riuscito a convincere il parlamento.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 giugno 2004 - 21:04

La camera del popolo ha rifiutato per la seconda volta di entrare in materia sul progetto di revisione della legge sugli stupefacenti, con 102 voti contro 92.

Il consumo di canapa rimane penalmente perseguibile: lo ha deciso lunedì il Consiglio nazionale - con 102 voti a 92 - che per la seconda volta ha bocciato l'entrata in materia relativa alla revisione della legge sugli stupefacenti, affossando definitivamente il progetto del Consiglio federale. Nel marzo scorso il Consiglio degli Stati (camera dei cantoni) aveva invece votato a favore del dibattito in aula.

Nonostante il voto negativo, buona parte dei punti contestati della legge dovrebbero tuttavia ritornare in aula tra poco. I gruppi del Partito popolare democratica (PPD) e e dei Verdi hanno già annunciato di voler depositare un'iniziativa parlamentare che preveda l'ancoramento nella legge della politica dei quattro pilastri - prevenzione, terapia, riduzione dei rischi e controllo/repressione - in materia di droga.

No borghese nonostante l’appello di Couchepin

Il voto finale è giunto al termine di poco meno di tre ore di dibattito. Poco prima che si procedesse alla votazione, il ministro della sanità Pascal Couchepin ha «supplicato» la camera del popolo di lanciare il dibattito sui singoli articoli. «Se votate contro la discussione - ha dichiarato il consigliere federale radicale - significa che per il parlamento non vi è un problema da risolvere».

Ma l'invito del ministro non ha commosso gli avversari della revisione rimasti fermi alle dichiarazioni fatte in precedenza dove l'alleanza tra Partito popolare democratico (PPD), Unione democratica di centro (UDC), evangelici - assieme ad una maggioranza di radicali - dava poche speranze ai fautori di una revisione legislativa.

Nel corso della discussione sull'entrata in materia, argomentazioni dei favorevoli e dei contrari si sono sovente ripetute. Nel suo intervento, Ruth Humbel Näf, popolare argoviese ha parlato dello stato «desolato» della politica svizzera in materia di droga, causata da un certo «laissez-faire».

«Colombia d'Europa»?

Altro difetto della legge, secondo la consigliera nazionale, è il fatto di essere stata formulata dieci anni fa e di non tener quindi conto del fatto che la sostanza psicotropa (THC) contenuta nelle piante di marijuana è di molto superiore ai valori registrati in passato. Il pericolo di dipendenza è molto più forte con conseguenze negative sulla psiche dei giovani. «La depenalizzazione del consumo di canapa - ha aggiunto - rischia di dar loro un segnale sbagliato, inducendoli a banalizzare questa droga in un momento in cui il suo consumo è in netta ascesa».

La Humbel Näf ha anche ricordato le varie convenzioni internazionali - in particolare quella antidoping - alle quali la Svizzera ha aderito e dove il consumo di canapa è espressamente messo all'indice. Se la Svizzera dovesse depenalizzare il consumo di droghe leggere, ha affermato la Näf, vi è il rischio che il paese si trasformi nel supermercato europeo della canapa».

Per il liberale Claude Ruey, che ha parlato a nome della maggioranza della commissione che ha preparato il dibattito (commissione contraria all’entrata in materia), la Svizzera ha bisogno di una politica della droga coerente, fatta di repressione, prevenzione e cura.

Considerati i danni causati dalla canapa sui giovani e le preoccupazioni di docenti e famiglie - ha aggiunto - agli adolescenti vanno fissati dei limiti chiari. Quanto alla volontà del Consiglio federale di controllare il mercato della canapa, Ruey ha messo in guardia il governo dal trasformare la Confederazione nella «Colombia d'Europa». Argomenti simili sono stati pronunciati a nome dell'UDC da Jean Henry Dunant.

Per una politica realista

A nome della minoranza della commissione il radicale Felix Gutwiller ha messo in evidenza che gli avversari della revisione della legge sono gli stessi che si sono battuti contro la distribuzione controllata di eroina. A suo avviso, è necessario ancorare nella legge la politica dei quattro pilastri. La depenalizzazione della canapa, ha ricordato Gutzwiller, non è un assegno un bianco che permetterà ai giovani di fare quello che vogliono.

«La revisione - ha specificato - pone l'accento sulla prevenzione e sulla repressione con pene più severe per gli spacciatori che vendono droga alle persone sotto i 16 anni». La visione di una società senza droga non è realista.

Per la verde Anne-Catherine Menétrey-Savary, la decisione di non entrata in materia difesa da alcuni deputati sfiora il paradosso, poiché si tratta delle stesse persone che hanno votato per la depenalizzazione dell'assenzio (decisa nella stessa seduta del Consiglio nazionale). Altra contraddizione: mentre gli avversari della revisione giudicano la legge del Consiglio federale obsoleta, gli stessi si rifiutano di riscrivere una normativa promulgata nel 1951.

Per il socialista Jost Gross è importante non interrompere il dialogo sulla droga. A suo avviso la criminalizzazione dei giovani e la repressione da sola non porteranno a nulla. Una non entrata in materia, «metterà in pericolo la politica in materia di droga dei quattro pilastri, segnando per la Svizzera l'inizio di un'era glaciale in questo settore». Sempre da sinistra, varie voci si sono alzate contro la politica dello «struzzo», che arricchirebbe solo i produttori e in trafficanti di canapa.

Da ultimo Pascal Couchepin, ha chiesto l'apertura di un dibattito esortando i deputati a non far finta che non esista un problema droga in Svizzera. Per il vallesano è importante trovare un punto di equilibrio tra gli ideali dell'astinenza propugnati da qualcuno e la realtà fatta di migliaia di fumatori. Riguardo alla produzione di canapa, ha aggiunto, «la legge ci darebbe la possibilità di controllare il mercato e quindi anche i tassi di THC». Ma la maggioranza non lo ha seguito.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Oltre 500'000 persone in Svizzera fanno uso occasionalmente o regolarmente di cannabis.
L'attuale legge sugli stupefacenti è stata rivista per l'ultima volta nel 1975.

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In breve

Niente svolta nel rapporto con le droghe leggere: lo ha deciso lunedì il Consiglio nazionale, che per la seconda volta ha bocciato l'entrata in materia relativa alla revisione della legge sugli stupefacenti.

Il Consiglio degli Stati aveva invece votato a favore al dibattito sulla revisione nella sessione di marzo.

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