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L’Unione sindacale svizzera contraria allo smantellamento delle prestazioni sociali

Serge Gaillard (a sinistra) segretario generale, con il presidente dell'USS, Paul Rechsteiner (foto d'archivio) Keystone

I rappresentanti dell’Unione sindacale svizzera (USS), riuniti in assemblea generale lunedì a Berna, hanno denunciato le riduzioni delle prestazioni previste dall’11 esima revisione dell’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS).

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 maggio 2000 - 12:17

Secondo il segretario generale dell’USS, Serge Gaillard, la situazione finanziaria dell’AVS viene appositamente drammatizzata, allo scopo di ridurre ulteriormente le sue prestazioni e indebolire le sue basi. I cambiamenti previsti nell’ambito dell’11 esima revisione dell’assicurazione statale andrebbero inoltre soprattutto a scapito delle donne.

Tra le modifiche sostenute dal Consiglio federale vi è l’innalzamento dell’età di pensionamento a 65 anni per le donne e la limitazione del diritto alla rendita vedovile. Rispetto alle disposizioni attuali, la rendita vedovile verrebbe in futuro soppressa nel 70 percento dei casi.

Nessuna misura di compensazione è inoltre prevista alleviare la situazione delle donne che si troverebbero in difficoltà finanziarie. Per l’USS questo cambiamento avrebbe effetti catastrofici soprattutto per le donne di età avanzata oppure alla ricerca di un impiego

La federazione dei lavoratori critica pure lo smantellamento delle prestazioni che si delinea nell’ambito della prima revisione della Legge sulla previdenza professionale (LPP). Nel progetto avanzato dal Consiglio federale non sarebbe infatti contenuto nessun miglioramento per le persone occupate a tempo parziale - in particolare le donne.

Queste persone, che dispongono generalmente di un reddito limitato, ricevono molto spesso prestazioni estremamente esigue. In molti casi non possono neppure affiliarsi all’assicurazione per il secondo pilastro (previdenza professionale).

Per finire, l’USS ha ribadito la sua proposta di impiegare per l’AVS la parte dei proventi delle vendite di oro della Banca nazionale che non verrà utilizzata per il finanziamento della Fondazione svizzera di solidarietà. Il sindacato chiede pure di devolvere all’AVS la totalità dell’1 percento risultante dall’aumento dell’IVA.

swissinfo e agenzie

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