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L'ozono la soluzione per gli antibiotici nell'acqua

Degli antibiotici non possiamo fare a meno, anche se un loro uso più oculato aiuterebbe a ridurre l'inquinamento e a limitare il fenomeno della resistenza batterica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 luglio 2003 - 16:38

Per risolvere efficacemente il problema della dispersione dei farmaci nell'ambiente bisogna intervenire sulle acque di scarico delle reti fognarie urbane, sui liquami prodotti dagli allevamenti e sull'acqua potabile degli acquedotti.

I filtri e i microrganismi usati oggi negli impianti per il trattamento degli scarichi liquidi sono inefficaci contro le molecole degli antibiotici. L'unica soluzione che sembra garantire un'efficacia del 99% è l'ozonazione.

La molecola dell'ozono è costituita da tre atomi di idrogeno. Il gas ha il potere di ossidare, cioè degradare, vari composti tra cui gli antibiotici e gli estrogeni contenuti nei contraccettivi orali. Basta trattare per pochi secondi le acque reflue con l'ozono per demolire le molecole dei farmaci presenti, che vengono ridotte in frammenti innocui e inattivi.

La tecnologia è stata adottata già da tempo negli impianti per il trattamento degli scarichi delle industrie tessili, perché l'ozono ha il potere di degradare anche i detergenti e i coloranti impiegati in quel settore.

Nell'ambito del progetto Poseidon, un dispositivo sperimentale per l'ozonazione dell'acqua è stato attivato presso l'impianto depuratore di Braunschweig, in Germania. Il costo del trattamento è ridotto, appena quattro centesimi di Euro per metro cubo di acqua trattata, e i risultati sono ottimi.

"La tecnologia dell'ozonazione dovrà essere applicata alle acque reflue", commenta Thomas Ternes, coordinatore del progetto Poseidon, "ma anche alle acque destinate al consumo umano prelevate da falde a scarsa profondità. Il rischio, infatti, è che tali acque, pur essendo contaminate, non vengano trattate perché considerate sicure."

swissinfo, Maria Cristina Valsecchi

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