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L'Europa sopprimerà il visto di transito Schengen

Con Schengen, le frontiere sono meno sorvegliate ma i controlli volanti restano possibili Keystone

Dopo il parlamento europeo, anche i ministri della giustizia dell'Unione europea (UE) intendono riconoscere la validità di alcuni permessi di soggiorno svizzeri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 giugno 2006 - 18:54

A partire dalla metà di luglio, più di mezzo milione di stranieri extracomunitari che beneficiano di permessi B o C non avranno più bisogno di un visto per transitare nello spazio Schengen.

Grazie a questo riconoscimento unilaterale dell'Europa nei confronti dei permessi di soggiorno elvetici, i cittadini dei paesi non UE residenti in Svizzera potranno viaggiare più semplicemente attraverso gli Stati membri dello spazio Schengen.

Ad inizio aprile, una decisione simile era già stata approvata, a larghissima maggioranza (403 voti, 8 contro e 21 astenuti) dal parlamento di Bruxelles.

L'ordinanza formale sarà firmata il 14 giugno a Strasburgo. È poi prevista la pubblicazione nel foglio ufficiale europeo: la nuova normativa potrebbe quindi entrare in vigore in luglio.

Il 94% dei visti

Attualmente, per poter trascorrere le vacanze nella propria patria, gli stranieri residenti in Svizzera e non provenienti da uno Stato dell'Unione devono seguire una lunga trafila burocratica.

Ad esempio, una famiglia serba che desidera recarsi nel proprio paese in automobile, bus o treno necessita di un permesso di transito per attraversare l'Italia e l'Austria.

La situazione è insoddisfacente da molti punti di vista. Ad esempio, è all'origine di un importante sovraccarico di lavoro nei servizi consolari e si traduce in fastidiose perdite di tempo e soldi per le persone e le famiglie riguardate.

Secondo il sindacato Unia e il Forum per l'integrazione delle migranti e dei migranti (FIMM) - due organizzazioni che si battono da tempo per risolvere il problema - addirittura il 94% dei visti rilasciati per lo spazio di Schengen sono di transito: la semplificazione allevierà quindi di molto il lavoro dei consolati.

Misura transitoria

Il decreto si applica a tutti i transiti attraverso i paesi aderenti al trattato di Schengen e ha una validità di 5 giorni.

Si tratta di una misura transitoria in attesa dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali fra Svizzera e UE sulle intese di Schengen e Dublino, prevista per il 2008.

Lo spazio di Schengen è formato dai quindici Stati che formavano l'Unione europea prima del suo allargamento, senza Irlanda e Gran Bretagna ma con l'aggiunta di Norvegia e Islanda.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Secondo l'Ufficio federale della statistica, il 31 dicembre 2004 la Svizzera contava 1'639'100 stranieri.
Tra di loro, 1'089'400 beneficiavano di un permesso C (permesso di domicilio), 384'000 di un permesso B (permesso di residenza).
La principale comunità straniera extracomunitaria era formata dai serbo-montenegrini con 211'300 membri.

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In breve

Lo spazio Schengen è uno spazio europeo di libera circolazione delle persone.

I cittadini degli Stati firmatari possono varcare le frontiere degli altri paesi membri senza essere controllati.

Il principio vale anche per gli stranieri che dispongono di un permesso di soggiorno in uno dei paesi membri dello spazio.

La soppressione dei controlli interni è compensata da un rinforzamento di quelli effettuati alle frontiere esterne.

I paesi dello spazio Schengen sono i quindici primi Stati membri dell'Unione europea, tranne la Gran Bretagna e l'Irlanda. Vi sono associati pure l'Islanda e la Norvegia.

Il 5 giugno 2005, anche gli svizzeri hanno accettato l'adesione a Schengen. Diverrà effettiva dopo che tutti i paesi membri avranno ratificato l'accordo con la Svizzera, probabilmente entro il 2008.

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