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L'angelo della storia cala su Berna

Walter Benjamin fece dell'Angelus Novus di Paul Klee il simbolo della sua filosofia della storia. Il piccolo acquerello sarà esposto per cinque giorni a Berna: un'occasione unica per vedere in Svizzera un'opera chiave nella storia della cultura del XX secolo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 maggio 2008 - 10:02

«C'è un quadro di Klee che si intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi».

Così scriveva il filosofo Walter Benjamin nel 1939, nelle sue celebri Tesi di filosofia della storia. Benjamin, ebreo tedesco, in esilio dal 1933 a Parigi, aveva tutti i sensori necessari per percepire l'immane serie di catastrofi che avrebbe caratterizzato la storia del XX secolo. Un anno dopo la stesura delle Tesi, nel timore di finire nelle mani dei tedeschi, morì suicida a Port Bou, al confine tra Francia e Spagna.

Sulla sua tomba, in un cimitero sulla scogliera, in alto sopra il mare, si legge un'altra frase tratta dalle Tesi: «Non è mai documento di cultura senza essere, nello stesso tempo, documento di barbarie». Appartenuto a Benjamin, l'Angelus Novus - dipinto da Klee nel 1920 - passò in seguito nelle mani di Theodor Adorno, altra grande figura di intellettuale ebreo. Il primo acquirente era stato Gershom Scholem, studioso della mistica ebraica e amico di Benjamin.

Occasione unica

Dagli anni Ottanta, il dipinto appartiene all'Israel Museum di Gerusalemme. Da allora, non è quasi mai stato esposto altrove. Ora il Centro Paul Klee a Berna lo ha ottenuto in prestito per pochi giorni. L'Angelus Novus sarà esposto al pubblico dal 31 maggio al 4 giugno. Per l'occasione, il museo rimarrà aperto 24 ore su 24.

Attorno al dipinto di Klee è nata un'esposizione dal titolo «Lost Paradise – lo sguardo dell'angelo», parte di una più ampia mostra sul tema del paradiso perduto. «Volevamo mostrare ciò che l'Angelus Novus vede, ma non fa vedere», spiega Juri Steiner, direttore del Centro Paul Klee. Vale a dire, mostrare le catastrofi e le sofferenze collettive e individuali del XX e del XXI secolo, dalla prima guerra mondiale all'11 settembre.

«Non si tratta però di un approccio documentaristico al tema, bensì artistico», precisa Steiner. A partire dall'Angelus, posto al centro di una grande parete, si sviluppa per scelta analogica un panopticum di oltre 150 immagini di catastrofe, realizzate da una sessantina di artisti, da Paul Klee ad Alberto Giacometti, da Pablo Picasso ad Anselm Kiefer, da Alain Resnais a Boris Mikhailov, da Diane Arbus a Annelies Strba.

Un panopticum della catastrofe

Nello spazio espositivo dipinto di nero, che non offre vie di fuga, il visitatore è confrontato con una sorta di antologia dell'arte del Novecento, nella prospettiva dell'ininterrotta serie di atrocità di cui è stata testimone e che ha cercato di rappresentare con tutti gli strumenti a propria disposizione, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema.

Che il secolo per l'arte fosse iniziato nel segno della guerra, lo ricorda con particolare efficacia un'installazione dello svizzero Pietro Mattioli, che mostra le fotografie di artisti di inizio secolo in uniforme militare. Che sia proseguito anche peggio, lo testimoniano innumerevoli manufatti. E ancor di più alcuni oggetti non propriamente artistici: un vestito, delle biglie di vetro, un Buddha liquefatto, reduci dell'atomica di Hiroshima.

«Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta», scriveva ancora Walter Benjamin.

swissinfo, Andrea Tognina

La mostra «Lost paradise – lo sguardo dell'angelo» nel Centro Paul Klee di Berna rimarrà aperta dal 31 maggio al 26 ottobre 2008. Dopo il 4 giugno l'originale dell'Angelus Novus sarà sostituito da una fotografia. Rimarrà invece nella mostra il disegno preparatorio per il dipinto, proveniente da una collezione privata.

Contemporaneamente all'esposizione dedicata all'Angelus Novus, il Centro Paul Klee ospita la mostra «Nel giardino incantato di Paul Klee» (fino al 31 agosto), dedicata alle rappresentazioni di piante, fiori, giardini e parchi nell'opera di Klee.

Attorno al museo si possono inoltre ammirare le installazioni di vari artisti, tra cui Yoko Ono, Sol Lewitt, Spencer Tunick, Claudia & Julia Müller. Nelle vicinanze delle cave di pietra arenaria di Ostermundigen, luogo caro a Klee, si trova inoltre un'installazione di Thomas Hirschhorn.

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