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Il ventesimo secolo di von Salis per «Dare ragione alla vita»

Lo storico von Salis ritratto nella sua casa di Zurigo nel febbraio del 1994 Keystone Archive

L'editore svizzero in lingua italiana Armando Dadò di Locarno ha il pregio di far conoscere, traducendo nella lingua di Dante, autori conosciuti e celebrati della letteratura, della politica, dell'economia e della società della Svizzera di lingua tedesca. Le ultime pubblicazioni ci portano a conoscere Jean Rudolf von Salis.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2001 - 15:40

Professore universitario, commentatore radiofonico ed autore di numerosi saggi, appunti storici, filosofico-culturali ed autobiografici, il pensiero di quello che fu un intellettuale tra i più insigni che la Svizzera ha avuto nel Novecento, ci viene presentato da Klara Obermüller che nel 1993 lo incontrò e ne trasse poi il volume "Dem Leben recht geben" edito dalla Weltwoche-ABC-Verlag ed ora riproposto dall'editore locarnese con il titolo italianizzato in "Dare ragione alla vita", terzo volume della collana "I Cristalli - Helvetia nobilis".

Nato a Berna all'inizio del secolo scorso (il 12 dicembre 1901) e spentosi il 14 luglio 1996 , von Salis ha vissuto il ventesimo secolo quasi per intero, mantenendo nei confronti degli avvenimenti un interesse sempre intatto. Ed è proprio il von Salis intellettuale e uomo quello che emerge dalle pagine della giornalista sangallese che, nelle diverse settimane di conversazione avute con von Salis, affontò le origini, il vissuto personale e familiare, l'amicizia e l'amore, la caducità e la morte, ma anche le posizioni artistiche, ideologiche, politiche e scientifiche.

Il von Salis che il lettore scopre in questo "Dare ragione alla vita" si manifesta con risposte che seducono per la sobria chiarezza, allietano con lieve umorismo, presentando un'umanità amante del vivere. Il libro, pubblicato in concomitanza con i 40 anni di attività della casa editrice Dadò, è stato tradotto da Valerio Ferloni e propone una postfazione di Mario M. Pedrazzini, già professore di diritto alle università di Zurigo e San Gallo.

Inaugurata nel 1998 in occasione del 150.esimo anniversario dalla costituzione dello Stato federale, la collana "I Cristalli - Helvetia nobilis", dell'editore Armando Dadò di Locarno, propone opere di narrativa e di saggistica di scrittori svizzeri di lingua tedesca, francese e romancia, mai tradotte prima, oppure le cui edizioni in italiano sono esaurite e non più disponibili sul mercato. Oltre al colloquio tra la giornalista sangallese Klara Obermüller con lo storico ed intellettuale Jean Rudolf von Salis, i primi due volumi pubblicati nella collana sono "La Svizzera. Storia di un popolo felice" di Denis de Rougemontm ed il romanzo "Il Santo" di Conrad Ferdinand Meyer.

Infine, per gli appassionati di pittura e scultura lo stesso editore Dadò propone il saggio di Giulio Foletti dal titlolo "Arte nell'Ottocento. La pittura e la scultura del Canton Ticino (1870-1920)". Il volume, in libreria in questi giorni, illustra la cultura figurativa nata e sviluppatasi nel Canton Ticino tra la fine dell'Ottocento ed i primi due decenni del Novecento. Attraverso una serie di sintetici ma esaurienti apparati biografici, bibliografici ed iconografici, l'autore ci presenta biografie ed opere di una sessantina di pittori e scultori ticinesi. Pittori e scultori eredi della secolare storia artistica dei "magistri" comacini che rispondono ai nomi di Filippo Franzoni, Adolfo Feragutti Visconti, Luigi Rossi, Giovanni Danielli, Raimonmdo Pereda, Giuseppe ed Antonio Chiattone e Cesare Berra, per non citare che alcuni degli artisti presentati nel libro "Arte nell'Ottocento".

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