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Il Vallese si veste a festa per il Tour de France

Alberto Contador e Lance Amstrong, due dei protagonisti annunciati. Keystone

La 96esima edizione del Tour de France farà tappa nella Confederazione: dal 19 al 21 luglio, i ciclisti sfrecceranno nelle strade dei cantoni di Vaud, Friburgo e Vallese, dove la competizione– per la gioia dei responsabili turistici locali – si fermerà per ben tre giorni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2009 - 18:15

Il Vallese è noto per i suoi elementi caratteristici: le splendide montagne, i combattimenti tra le mucche, il celebre vino Fendant... e ora anche il Tour de France! L'edizione 2009 della più celebre gara ciclistica del mondo prevede infatti un passaggio nelle Alpi svizzere, da domenica 19 a martedì 21 luglio 2009.

Il 19 luglio, il plotone partirà da Pontarlier – alla frontiera franco-svizzera – per attraversare poi i cantoni di Vaud, di Friburgo, superare il passo di Les Mosses e arrivare a Verbier, in Vallese. Questa prima tappa alpina, con una salita finale di 8,8 km a una pendenza media del 7,5%, dovrebbe coincidere con un'emozionante battaglia tra i pretendenti alla vittoria finale. Il vincitore sarà incoronato una settimana dopo, ai Campi Elisi di Parigi.

Lunedì 20 luglio, i corridori beneficeranno di un giorno di riposo, prima di affrontare un'altra impegnativa tappa. Partendo da Martigny (Vallese), raggiungeranno l'Italia via il Passo del Gran San Bernardo – a 2'439 metri d'altezza, ossia il punto più alto del Tour – e torneranno poi in Francia, a Bourg Saint Maurice, valicando il Passo del Piccolo San Bernardo.

Bel colpo per il Vallese

Non è la prima volta che la «Grande Boucle» effettua una deviazione per spostarsi sul territorio elvetico. Dal 1947, già 28 tappe si sono disputate interamente o parzialmente nella Confederazione. L'ultima volta risale al 2000, con un arrivo e una partenza a Losanna. L'edizione 2009 sarà tuttavia eccezionale, poiché il Tour resterà durante tre giorni in Vallese.

Gaston Barben, presidente del comitato d'organizzazione cantonale, è ben cosciente del valore del regalo ricevuto dall'ASO, la società che organizza il Tour de France. «Possiamo proprio dire di aver vinto il jackpot. Una settimana prima dell'arrivo a Parigi, Verbier accoglierà la prima tappa alpina, e questo avverrà oltretutto di domenica, il giorno di massima audience. Il giorno di riposo permetterà poi ai corridori di visitare la nostra regione. Martedì 21, infine, Martigny e il Passo del Gran San Bernardo saranno teatro della tappa regina delle Alpi».

Anche i responsabili del turismo locale esultano: «Le ricadute dirette saranno importanti, poiché vi saranno circa 4'000 persone direttamente legate al Tour che trascorreranno due notti nella nostra regione», fa notare Patrick Messeiller, direttore dell'Ufficio del turismo di Verbier-Bagnes.

Ottima pubblicità

Gli effetti positivi del passaggio del Tour saranno tuttavia misurabili soprattutto sul lungo periodo. La competizione ciclistica francese è infatti l'evento sportivo più mediatizzato del mondo dopo le Olimpiadi e i Mondiali di calcio, e offre pertanto una vetrina pubblicitaria formidabile all'intera regione.

Oltre 1'900 giornalisti in rappresentanza di 630 organi di stampa seguiranno la gara, trasmessa in 186 paesi. Tali cifre non lasciano indifferente Gaston Barben: «I benefici in termini d'immagine saranno considerevoli. Durante la giornata di riposo, ci faremo in quattro per rispondere alle domande dei giornalisti e per far conoscere loro gli angoli più affascinanti della Svizzera romanda».

Inoltre, ricorda Gaston Barben, gli effetti positivi degli articoli e delle emissioni televisive non gioveranno unicamente al Vallese: «L'immagine della Svizzera intera ne approfitterà, per esempio in Cina, in Giappone negli Stati Uniti».

Impegno premiato

Ogni anno, decine di città presentano un dossier di candidatura nella speranza di poter ospitare la partenza o l'arrivo di una tappa del Tour. Quale è il segreto del successo di Verbier e Martigny? «Lavoriamo da 19 anni per riuscire a portare il Tour da queste parti», risponde Patrick Messeiller. «Per anni abbiamo ottenuto la medesima risposta negativa. Di conseguenza, abbiamo deciso di recarci di persona a Parigi per incontrare gli organizzatori», aggiunge Gaston Barben.

Un lavoro faticoso ma estremamente redditizio: inizialmente, soltanto Verbier – che ha già accolto tre arrivi del Tour – figurava tra le località candidate. In realtà, Gaston Barben è riuscito a mantenere la gara in Svizzera per addirittura tre giorni.

La sicurezza, priorità assoluta

Le scadenze sono state molto serrate per il comitato organizzativo: meno di sette mesi e 30 commissioni costituite per assicurare lo svolgimento ottimale delle tappe, che richiederanno l'impiego di due migliaia di persone. Tutte con un solo obiettivo: la sicurezza.

«Garantire la sicurezza è la nostra priorità assoluta. Ho insistito su questo punto presso i responsabili cantonali per evitare qualsiasi problema», afferma Gaston Barben. Una delle sfide principali è quella di canalizzare 100'000 persone nella salita di Verbier, o la chiusura totale – a due riprese e per tre ore – dell'asse nord-sud del Gran San Bernardo. «Abbiamo fatto tutto per il meglio, superando di parecchio gli standard di sicurezza imposti dall'ASO», aggiunge il responsabile.

Una piccola rivincita per la mancata assegnazione a Sion delle Olimpiadi del 2006? Gaston Barben replica: «Ovviamente vogliamo dimostrare che il Vallese è pronto a organizzare dei grandi eventi. Ma il successo dipenderà da un parametro fondamentale e incontrollabile: le condizioni meteorologiche». Infatti, vedere i corridori intenti a pedalare tra vento, nebbia e pioggia sarebbe uno spot assai meno efficace per la regione.

Samuel Jaberg, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)

IL TOUR DE FRANCE

La 96esima edizione della gara ha luogo da sabato 4 a domenica 26 luglio. I corridori, in rappresentanza di 20 squadre, si contendono 21 tappe per un totale di 3'500 chilometri.

A 38 anni, lo statunitense Lance Armstrong fa il suo grande ritorno sulle strade del Tour, quattro anni dopo la sua settima e ultima vittoria. Tra i grandi favoriti per la vittoria finale figura il compagno di squadra (Astana) dell'americano, lo spagnolo Alberto Contador. Nutrono ambizioni anche Cadel Evans, Denis Menchov, Carlos Sastre e i fratelli Andy e Franck Schleck.

Il Tour de France 2009 sarà l'evento sportivo più controllato della storia, dopo gli scandali legati al doping che hanno travolto il ciclismo nell'ultimo decennio. Per la prima volta si farà ricorso al passaporto biologico per smascherare chi bara; chi fa uso di mezzi illeciti potrà quindi essere identificato anche dopo la competizione.

I tre svizzeri in lizza sono Fabian Cancellara (Saxo Bank), Grégory Rast (Astana) e Oliver Zaugg (Liquigas). Campione olimpico della cronometro, Cancellara si è aggiudicato sabato 5 luglio anche la cronometro d'apertura del Tour de France, precedendo di 18 secondi lo spagnolo Alberto Contador.

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