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Il Ticino chiede aiuto a Berna per la chiusura del Gottardo

Il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori (primo a sinistra) con i colleghi di governo Luigi Pedrazzini e Marina Masoni Keystone

Prima stima dei danni per l'economia del Canton Ticino a due settimane dalla tragedia del San Gottardo e della chiusura del tunnel.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2001 - 17:51

I danni immediati per la chiusura della galleria si calcolano in 150 milioni di franchi. Ma si tratta di una stima provvisoria e per difetto, che dovrebbe essere aggiornata quanto prima da uno studio specifico dell'Istituto di ricerche economiche. A subire le conseguenze maggiori sono le aziende orientate sul mercato nazionale, le ditte di trasporto e il turismo.

Giovedì, il Consiglio di stato, dopo aver valutato il rapporto del Gruppo di crisi, ha presentato alla stampa i provvedimenti per limitare le ripercussioni del blocco del San Gottardo e la tempistica per il ripristino della galleria. Come ha precisato il Consigliere di stato Marco Borradori, si spera di riaprire il San Gottardo al traffico leggero - compresi però camioncini fino tre tonnellate e i pullman - entro le vacanze di Natale. Per il passaggio del traffico pesante si dovrà invece attendere sino alla fine della prossima primavera.

Tra le prime decisioni adottate dal governo cantonale ticinese il varo delle misure urgenti a sostegno delle imprese e del turismo. Ed a Berna è stato chiesto un maggiore aiuto finanziario per garantire la viabilità sull'asse autostradale.

Il 19 novembre, a conclusione dei rilievi giudiziari per accertare le cause del terribile incidente, inizieranno i lavori di sgombero dai rottami bruciati. I lavori di ripristino dovrebbero durare dalle quattro alle sei settimane.

D'accordo con il Canton Uri, ha spiegato Borradori, si solleciterà un incontro con il Consiglio federale e saranno avanzate le seguenti richieste: contingentamento del flusso dei Tir e maggiori controlli sugli stessi; dosaggio dei mezzi pesanti, con divieto di transito per le merci pericolose che dovranno viaggiare su rotaia e senso unico alternato in alcune tratte; maggiori sostegni federali per incentivare l'uso della ferrovia; accelerare la realizzazione di Alptransit e garantire il suo prolungamento sino al confine con l'Italia; anticipazione del voto sull'iniziativa "Avanti" per decidere al più presto il raddoppio o meno del tunnel.

Inoltre si chiederà, in particolare, di assicurare l'accesso al passo del San Gottardo il più a lungo possibile con l'assunzione da parte della Confederazione di tutti costi di manutenzione e la copertura totale da parte del governo federale delle spese di risistemazione del tunnel.

Al proposito, il direttore del Dipartimento cantonale ticinese del territorio Borradori ha ricordato "che ci si trova davanti ad un evento straordinario, di inaudita gravita, per cui Berna deve fornire un maggiore impegno finanziario. La riattivazione della galleria non è un problema che riguarda solo il Ticino, ma tutta la Svizzera".

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del Governo ticinese Luigi Pedrazzini, il quale ha sottolineato gli sforzi del Ticino affinché la Confederazione si renda pienamente conto dell'importanza del tunnel e dei contraccolpi subiti dal Cantone con la sua chiusura.

Per rimediare alle conseguenze più immediate, sulla base delle indicazioni del Gruppo di crisi, il Consiglio di Stato ticinese ha messo a punto un pacchetto di sei misure a breve termine. " Si tratta di provvedimenti che costeranno 50 milioni di franchi, ha spiegato la direttrice del Dipartimento delle finanze Marina Masoni, che dovrebbero sostenere il turismo e le imprese per la distribuzione dei loro prodotti in tempi rapidi nella Svizzera interna".

Le misure previste sono: attivazione e potenziamento di una rete logistica al servizio delle aziende per organizzare meglio i trasporti sia su strada che su ferrovia; stanziamento di un credito per una campagna di promozione del turismo invernale nel Cantone; accelerazione degli aiuti finanziari per alcuni impianti di risalita; sussidi per il settore alberghiero; campagna marketing oltre Gottardo sulla capacità produttiva e distributiva delle aziende ticinesi; fondo speciale della Banca dello Stato per una linea di credito a tassi agevolati per le imprese più danneggiate dalla chiusura del tunnel.

Libero D'Agostino

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