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Il SEI rivendica migliori condizioni di lavoro nell'edilizia

Hansueli Scheidegger, responsabile del SEI, ha presentato le nuove rivendicazioni del Sindacato Keystone

Un aumento salariale di 250 franchi per tutti, il pensionamento a 60 anni e una riduzione della durata del lavoro: sono le rivendicazioni presentate lunedì a Zurigo dal Sindacato edilizia e industria (SEI) e che potrebbero caratterizzare i negoziati in vista del rinnovo del contratto nazionale mantello (CNM).

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 maggio 2001 - 15:59

«È ora che l'edilizia diventi un settore moderno dell'economia», ha dichiarato Hans Ueli Scheidegger, responsabile del SEI per il comparto costruzioni. Il SEI ritiene che i guadagni di produttività permettano di soddisfare le rivendicazioni. Scheidegger tuttavia si attende aspri conflitti con la Società Svizzera degli Impresari Costruttori (SSIC).

L'attuale CNM scadrà a fine anno. Le trattative partiranno in estate. Secondo il SEI, la settimana lavorativa dovrebbe scendere di tre ore a 37,5. Inoltre dovranno essere aboliti gli orari flessibili, introdotti per tenere conto delle variazioni stagionali dell'attività. I dipendenti dovrebbero anche avere la possibilità di prendere tre settimane di vacanza di seguito in estate.

Le rivendicazioni si basano su un sondaggio presso più di 3'500 dipendenti del settore. Quanto ai 250 franchi di aumento per tutti, corrispondono a un incremento medio del 5 %, ha proseguito Schiedegger. Inoltre, il SEI punta ad ancorare nel CNM la compensazione automatica del rincaro.

Dal sondaggio risulta che la preoccupazione principale dei lavoratori è l'età di pensionamento. La riduzione della soglia è una rivendicazione giustificata, visto che i lavoratori del ramo hanno un rischio triplo di morire prima dell'età di pensionamento rispetto ad un insegnante o ad un architetto, indica il SEI basandosi su un proprio studio recente.

Ragion per cui il sindacato propone la possibilità di prepensionamento per tutti a 60 anni o dopo 40 anni di attività professionale a condizioni finanziariamente accettabili. Non si tratta di un'utopia, ha osservato il SEI, ricordando che tale modello è già in vigore in Vallese, nel canton Vaud e in diverse imprese del ramo. I lavoratori chiedono anche provvedimenti più incisivi nel campo della sicurezza sui cantieri.

Il 28 % degli interrogati chiede aumenti salariali, il 16 % più vacanze e il 13 % ha indicato di risentire delle conseguenze dell'orario flessibile. Scheidegger ritiene che il momento sia buono per avanzare rivendicazioni. Il settore si considera sempre più un'industria. Inoltre la redditività è buona e la produttività è ad alti livelli, ha rilevato il sindacalista.

Il SSIC ha indicato dal canto suo che il CNM potrebbe essere prolungato fino a fine marzo 2002, per lasciare più tempo alle parti. Secondo il segretario centrale Daniel Lehmann, i datori di lavoro sono disposti a discutere sul pensionamento anticipato. Quanto alle rivendicazioni salariali, esse saranno oggetto del round negoziale, ha aggiunto il segretario centrale della SSIC.

Lehmann ha osservato inoltre che le imprese prediligono un sistema individuale basato sulle prestazioni e che la SSIC è interessata a orari di lavoro flessibili. I datori di lavoro sono però disponibili a stabilire regole per evitare abusi.

swissinfo e agenzie

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