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Il numero uno degli imprenditori prevede aumenti salariali per tutti

Per Peter Hasler (foto d'archivio) il sistema del salario al merito sta toccando i suoi limiti Keystone

L'anno prossimo si assisterà ad un aumento generalizzato dei salari. Ad affermarlo è il direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori Peter Hasler, che sembra così allinearsi alle rivendicazioni sindacali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2000 - 13:03

In un'intervista pubblicata dall'«Aargauer Zeitung», Hasler spiega che tre fattori favoriscono buste paga più consistenti: la situazione sul mercato del lavoro, l'inflazione e le condizioni congiunturali.

«Non si può onorare ogni anno sempre le stesse persone con salari al merito. Prima o poi si arriva al limite di questo sistema di retribuzione. Assisteremo perciò sicuramente ad aumenti generalizzati», si dice convinto Hasler.

A suo avviso, negli ultimi tempi la situazione sul mercato del lavoro è mutata radicalmente. A causa della penuria di manodopera la posizione del lavoratore è nettamente migliorata e il fattore salariale torna d'attualità.

Ma anche nelle aziende si assiste ad una tendenza all'aumento delle retribuzioni dei dipendenti delle fasce salariali più basse, cosa che, secondo Hasler, può essere considerata una risposta alle pressioni dell'opinione pubblica, che vede criticamente le 'super-paghe' e i bonus dei top-manager.

Le esternazioni di Hasler sembrano cogliere impreparati i sindacati. In dichiarazioni rilasciate all'«Aargauer Zeitung», sia il presidente del Sindacato edilizia e industria, Vasco Pedrina, sia il segretario dell'Unione federativa del personale delle amministrazioni pubbliche, Hans Müller, si sono detti positivamente sorpresi dalle opinioni di Hasler.

Più sfumata invece la reazione di Serge Gaillard, economista dell'Unione sindacale svizzera, secondo cui il direttore dell'Unione padronale è solito assumere toni relativamente concilianti in primavera, per poi tendere ad una posizione più dura in autunno, al momento delle trattative salariali.

swissinfo e agenzie

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