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Il Monte Verità: il mondo delle utopie

La collina del Monte Verità ora è un centro seminariale (foto: www.monteverita.org) swissinfo.ch

Locarnese meta internazionale già prima del Festival del Film. Agli inizi del Nocevento, il Monte Verità, sopra Ascona, fu infatti un crocevia di personalità famose.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2005 - 10:31

Vi giunsero Carl Gustav Jung, André Gide, Hermann Hesse e molti altri. Artisi ed intellettuali che diedero vita ad un periodo di grandi utopie.

Sul Monte Verità, sopra Ascona, si incontrarono in quel periodo di grandi sconvolgimenti i rappresentanti dell’Intellighentia anti-conformista, utopisti attratti dalle filosofie orientali e dalla teosofia, salutisti, scrittori, pittori.

La collina sopra Ascona divenne il luogo delle utopie, abbozzate o vissute. L’antipodo della città, un paradiso incontaminato contrapposto ai primi conflitti legati all’urbanizzazione e all’industrializzazione. Una sorta, insomma, di "contra-mundus" del ritorno alla natura.

Al Monte Verità si sono insomma sperimentati i tentativi più lunghi, più intensi e puri di pensare e elaborare un altro mondo, un’altra civiltà che fosse contemporaneamente spirituale e pienamente umana.

Alimentazione sana e amore libero

Fallito nel 1889 il tentativo di realizzare un convento laico, secondo i progetti dell’allora consigliere nazionale Alfredo Pioda (rappresentante di spicco dei teosofi svizzeri), il luogo fu venduto dallo stesso Pioda al figlio di un ricco industriale di Anversa, Henri Oedenkoven.

Assieme alla compagna Ida Hofmann, Oedenkoven fondò nel 1900 "la cooperativa vegetabiliana individualistica del Monte Verità". Una comunità i cui valori erano radicalmente diversi da quelli generati dal progresso tecnologico e scientifico e che modificò la realtà sociale europea.

Quindi: vita all’aria aperta, salutismo, nudismo, amore libero, emancipazione della donna, medicina naturale, il tutto integrato da un tocco di spiritismo ed esoterismo. E, fino al 1904, i fondatori vissero con coerenza le loro scelte di vita.

La coppia decise poi di creare un sanatorio e passare ad un gestione lucrativa del luogo. Dal 1904 al 1909 videro la luce la Casa Centrale (l’attuale ristorante), Casa Anatta (oggi sede del museo del Monte Verità) e Casa Semiramis.

L’arte e gli incontri di Eranos

Con il passare del tempo e fino al 1927 altre discipline si aggiunsero nel laboratorio del Monte Verità: la psicanalisi, per esempio.

L’olandese Olga Fröbe-Kapteyn promosse, insieme allo svizzero Carl Gustav Jung, i convegni di Eranos (che si tengono ancora oggi) basati su un approccio interdisciplinare.

La danza, e più in generale le espressioni corporali, fu rappresentata dall’ungherese Rudolf von Laban. E fu onorata dalla presenza della celebre danzatrice Isadora Duncan.

Con la partenza in Brasile del fondatore e con l’arrivo di artisti del calibro di Hans Arp e Paul Camenish, si aprì sul Monte delle utopie una nuova era. Un'era che coincise specialmente con l’arrivo del Barone Eduard von der Heydt.

Il Monte e il Barone, un periodo fertile

Il Barone non era solo un ricco banchiere e un collezionista d’arte. Era soprattutto un uomo molto aperto, di grande cultura, colto, curioso. La sua abilità fece confluire sul Monte Verità personalità del mondo della cultura, della filosofia, dell’arte, della medicina.

Aprì le porte della sua casa, certo. Ma soprattutto aprì le porte a nuove idee. Accolse, durante la seconda guerra mondiale, personalità illuminate: Carl Gustav Jung, Erich Maria Remarque, Hermann Hesse, Paul Klee, Thomas Mann, Marianne Werefkin. Ma anche di Krishnamurti e Rudolf Steiner.

Un museo per ricordare

Oggi dello slancio utopico del Monte Verità è rimasto solo il ricordo e un museo sede, negli spazi di Casa Anatta, dell’esposizione permanente "Le mammelle della verità".

Ideata e realizzata nel 1981 dal compianto Harald Szeeman - designato dall'ONU come miglior "costruttore" di mostre - l'esposizione raccoglie l’insieme delle feconde tracce del Monte Verità: personaggi, opere, idee, utopie, fotografie, testi, immagini, oggetti.

Casa Anatta custodisce pertanto non solo i ricordi, ma anche l’anima del Monte Verità e delle sue utopie, mai compiute fino in fondo. Costruito cento anni fa l’edificio, che mostra inequivocabilmente i segni del tempo, sarà rinnovato.

La Fondazione Monte Verità ha infatti deciso di investire 3 milioni di franchi per ridare decoro e lustro ad un museo che davvero lo merita. Casa Anatta resterà aperta quest’anno per l’ultima volta prima dei lavori.

Nella primavera del 2007 dovrà vedere di nuovo la luce. E riproporre, si spera, la forza creatrice delle utopie e dell’arte. Le idee nel cassetto, assicura il direttore della Fondazione Claudio Rossetti, non mancano.

swissinfo, Françoise Gehring, Ascona

Fatti e cifre

Nel 1900 nasce sul Monte Verità la prima comunità di naturisti
Nel 1904 la prima svolta, con la realizzazione di strutture per un sanatorio
Nel 1927 la seconda grande svolta con l’arrivo del Barone von der Heydt
Nel 1956 il barone donò la struttura nel 1956 al Canton Ticino
Il Museo Casa Anatta è aperto (tutti i giorni, escluso il lunedì), nei mesi di luglio e agosto, dalle 15 alle 19; nei mesi di aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre dalle 14.30 alle 18

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In breve

Il centro è ora gestito da una Fondazione privata, istituita nel 1989 e composta da Cantone, comune di Ascona e Politecnici federali di Zurigo e Losanna.

Anche la Fondazione Eccles di Ascona si è impegnata a rilanciare il fermento culturale del Monte Verità.

Il programma culturale "Racconti al Monte" ha inoltre reso omaggio, la penultima domenica di luglio, a Irene Bignardi con l'iniziativa "la notte dei pardi", proiettando i film vincitori al Festival di Locarno nel 2003 e nel 2004.

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