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Il mondo economico non vuole l’aumento dei tassi

Il dollaro debole influenza negativemente le esportazioni elvetiche Keystone Archive

I rappresentanti del mondo economico affermano che la ripresa economica rimane fragile e chiedono alla banca centrale che i tassi rimangano invariati.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2004 - 10:57

L’aumento dei tassi d’interesse farebbe salire il corso del franco svizzero e diminuire le esportazioni dalla Svizzera.

Il dollaro è attualmente debole, la crescita economica rallentata e il rischio d’inflazione è basso.

A queste condizioni, secondo il rappresentante della Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse) Rudolf Walser «la Banca centrale non ha più alcuna ragione di aumentare nuovamente i tassi d’interesse nel 2004».

Il dirigente economico ritiene che, «se la Banca Nazionale Svizzera (BNS) aumentasse il tasso d’interesse durante la riunione annuale del 16 dicembre, darebbe un’idea sbagliata della situazione attuale, facendo sembrare l’economia più forte di quello che è in realtà».

«La mia argomentazione varrà fintanto che il dollaro debole – che influenza in generale l’economia e in particolare i prezzi – avrà effetti più diretti sul franco che sull’euro».

Quest’anno, la BNS ha già aumentato a due riprese il suo principale tasso d’interesse. Un atteggiamento che dimostra la sua fiducia nella progressiva ripresa della crescita economica.

Ma il dollaro debole fa aumentare i prezzi dei prodotti svizzeri e ne penalizza l’esportazione. Un effetto particolarmente negativo per l’economia elvetica, basata in gran parte sul commercio con l’estero.

Durante gli ultimi mesi il dollaro è sceso ben al di sotto di 1.30 franchi. Un cambio che gli esportatori elvetici considerano già vicino alla «soglia di dolore». Da qualche giorno la moneta statunitense è addirittura scesa a 1.16 franchi svizzeri.

Walser ritiene tuttavia che il 2004 sia stato «un anno positivo» per l’economia elvetica, cresciuta globalmente dell’1,8%, il doppio del tasso annuo d’inflazione.

Risultati da record

Secondo il rappresentante di economiesuisse, durante gli ultimi dieci mesi i redditi del settore dell’esportazione elvetico sono notevolmente migliorati. Alcune imprese hanno ottenuto «risultati storici».

Globalmente, lo sviluppo registrato nel settore dei servizi è «positivo», mentre il turismo «sta risalendo la china dopo tre anni difficili».

Per il 2005, Walser prevede che ognuno di questi settori continuerà a progredire. Anche i consumi privati dovrebbero continuare ad aumentare dell’1,3% annuo.

L’economista ritiene che la crescita generale del prodotto interno lordo dovrebbe rallentare e stabilizzarsi attorno all’1,4%-1,8%. L’inflazione dovrebbe registrare un sensibile aumento (1,3%), mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare ad aggirarsi attorno al 3,6%.

Barriere alla crescita

Interpellato da swissinfo, il direttore di economiesuisse, Rudolf Ramsauer, sottolinea che le prospettive economiche future dipendono in gran parte dalle decisioni politiche future.

In Svizzera vi sono alcune «barriere strutturali» che ne rallentano la crescita economica. A questo proposito, l’economista ritiene che la riduzione del debito pubblico (federale e cantonale) rimane la «questione centrale».

Altri elementi-chiave per l’economia sono, secondo Ramsauer, la politica monetaria (tassi d’interesse), l’imposizione fiscale delle società (oggetto di un recente rapporto di economiesuisse) e le riforme del sistema di studi superiori elvetico.

L’intervistato insiste inoltre sulla necessità di liberalizzare il più rapidamente possibile il mercato interno, in particolare nel settore dell’elettricità.

Anche l’approvazione del secondo pacchetto d’accordi bilaterali con l’Unione europea è fondamentale secondo Ramsauer.

«Ritengo che i problemi elvetici, sia a livello economico che politico, siano il risultato di un’evoluzione che dura da anni. E’ un’illusione pensare di poterli risolvere in un anno o due», aggiunge.

Per il direttore di economiesuisse, la Svizzera deve sostenere un dibattito politico «piuttosto amaro», un male purtroppo necessario per potere trovare una soluzione ai problemi attuali.

«Più in là si dovrà cercare di raggiungere un certo consenso. Ma prima è necessario fare una diagnosi del problema» conclude Ramsauer.


swissinfo, Chris Lewis, Zurigo
(traduzione e adattamento: Anna Passera)

In breve

Secondo economiesuisse, un aumento dei tassi d’interesse darebbe un’immagine sbagliata dell’economia, facendola sembrare più forte di quello che è in realtà.

La federazione economica prevede che nel 2005 le esportazioni continueranno ad aumentare, benchè meno celermente dello scorso anno.

economiesuisse auspica inoltre delle riforme strutturali ad esempio nei settori del mercato dell’elettricità e degli studi superiori.

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Fatti e cifre

Il 40% ca. delle esportazioni elvetiche è pagata in dollari. Il dollaro è la seconda valuta d’esportazione dopo l’euro.
Il cambio del dollaro è passato da 1.23 franchi all’inizio dell’anno allo storico 1.11 franchi di fine anno.
Lo slittamento del dollaro non ha precedenti. Gli economisti prevedono che nell’immediato futuro la situazione non cambi.

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