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Il ministro Couchepin a Bruxelles: forse nuovi accordi bilaterali

Il ministro Couchepin (a destra) con il presidente della commissione europea Prodi Keystone

Chiuso il capitolo dei «bilaterali», già si apre la prospettiva di nuove trattative tra Svizzera ed Unione europea. Bruxelles vuole negoziare un'intesa in campo doganale e fiscale e Berna sulla politica europea in materia di sicurezza ed asilo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 maggio 2000 - 19:37

Il terreno è stato preparato martedì dal consigliere federale Pascal Couchepin, che si è incontrato a Bruxelles con il presidente della Commissione europea Romano Prodi: «Abbiamo brindato» al successo della votazione di domenica scorsa, che ha visto i bilaterali accettati da una consistente maggioranza del popolo elvetico, ha detto il consigliere federale in un incontro con i giornalisti. Tutti gli ostacoli politici sono stati rimossi e «gli accordi dovrebbero quindi entrare in vigore il primo gennaio prossimo».

Couchepin ha avuto colloqui con cinque commissari europei e il responsabile comunitario per il commercio Pascal Lamy ha confermato l'interesse da parte di Bruxelles a concludere un accordo con la Confederazione in tema di frode fiscale. Berna vuole però una contropartita: vuole cioé potersi «avvicinare» all'Europa relativamente alle convenzioni di Schengen e Dublino, due «pilastri» che definiscono in Europa la politica di sicurezza e di gestione dei flussi migratori. L'Unione europea, ha detto Couchepin, ha preso atto delle richieste elvetiche senza formulare altri commenti.

È stata anche confermata la volontà reciproca di intavolare discussioni su temi agricoli e di protezione dell'ambiente non contemplati dai «bilaterali», ma comunque citati espressamente sotto forma di dichiarazione di intenti.

Molti gli argomenti trattati con i commissari Mario Monti, Erkki Liikanen e David Byrne: concorrenza, organizzazione mondiale del commercio, agricoltura. La Svizzera ha in particolare chiesto che vengano revocate le restrizioni imposte all'esportazione di carne elvetica dopo la crisi della mucca pazza. Non si è invece parlato d'armonizzazione fiscale e di lotta all'evasione: lo spinoso dossier sarà esaminato il 9 giugno prossimo, quando giungerà a Berna per incontrarsi con il consigliere federale Kaspar Villiger il commissario europeo Frits Bolkestein.

Swissnfo e agenzie

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