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Il Consiglio di Stato ticinese chiede nuove garanzie a Thermoselect

Impianto Thermoselect a Canobbio, in Italia Keystone

Alla ditta tedesca le autorità ticinesi concedono una proroga fino al 28 febbraio 2001 per ottenere l'autorizzazione definitiva dell'impianto Thermoselect a Karlsruhe. In cambio la Thermoselect deve fornire una garanzia bancaria di 40 milioni di franchi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 settembre 2000 - 20:34

Già nella vecchia convenzione del dicembre 1997 la costruzione di un impianto Thermoselect in Ticino era strettamente legato al funzionamento del nuovo impianto in Germania. Nonostante una prima proroga, la ditta non riuscì a dimostrare il buon funzionamento entro il termine fissato, cioè il 31 luglio di quest'anno.

Attualmente l'impianto a Karlsruhe è fermo. Nonostante questo, il Consiglio di Stato, basandosi anche su una perizia della ditta Basler & Hofmann, propende per la scelta Thermoselect. Dal punto di vista ecologico ed economico, ha affermato venerdì la presidente Marina Masoni, sarebbe la soluzione migliore. E il governo si dice sempre fiducioso che la Thermoselect sia in grado di risolvere i suoi problemi.

Tuttavia il Governo, come deciso venerdì mattina all'unanimità, vuole più garanzie da Thermoselect. Chiede anzitutto una garanzia di 40 milioni di franchi, che il cantone incasserebbe qualora il collaudo a Karlsruhe non arrivasse entro il 28 febbraio del 2001. La tattica del governo dimostra la volontà di limitare i danni in questa telenovela. In effetti, se non si costruisse Thermoselect, il Ticino perderebbe sussidi federali per circa 40 milioni di franchi. E dovrebbe ricominciare zero.

Con la nuova garanzia avrebbe almeno in mano 40 milioni, anche se a Giubiasco non si dovesse mai vedere neppure un chiodo della Thermoselect. Bisognerà però vedere se Thermoselect accetterà queste nuove condizioni. Pagare una tale somma per un impianto che forse non si è in grado di costruire potrebbe essere una soglia troppo alta.

Entro il 15 settembre la ditta deve comunque dare una risposta. Da anni il Ticino fatica a trovare una soluzione nell'ambito dei rifiuti. Un impianto tradizionale voluto nel 1993 a Bioggio venne bocciato in una votazione popolare. Il Gran Consiglio respinse nel 1997 la proposta del governo di costruire un impianto Thermoselect. Il Consiglio di Stato decise dunque di scavalcare il parlamento. Nel dicembre 1997 firmò l'atto di concessione con Thermoselect.

Visto che non ha un impianto proprio, in questi giorni il Ticino ha cominciato di esportare parte dei suoi rifiuti oltralpe. Il resto può essere depositato in discarica, nonostante un divieto federale. L'Ufficio federale dell'ambiente aveva concesso questa deroga al Ticino, perché gli impianti di smaltimento dei rifiuti nella Svizzera interna non hanno una capacità sufficiente.

Gerhard Lob

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