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Il CICR non interviene nella crisi tra Svizzera e Libia

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) non rende visita ai prigionieri in Libia e non c'è quindi ragione per intervenire nella crisi che oppone Berna a Tripoli, ha comunicato l'organizzazione basata a Ginevra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 ottobre 2009 - 15:08

Gli statuti del CICR prevedono la visita ai detenuti e, teoricamente, la Croce Rossa potrebbe chiedere di incontrare i due cittadini elvetici trattenuti in Libia in seguito alla vicenda Gheddafi.

Le visite ai prigionieri nel mondo non sono tuttavia sistematiche, ha affermato la portavoce del CICR Dorothea Krimitsas.

La Croce Rossa può infatti visitare le carceri in un determinato paese solo con il consenso delle sue autorità, ha spiegato Krimitsas. Il CICR incontra così ad esempio i prigionieri in Algeria, Tunisia e Mauritania, ma non quelli in Egitto, Siria, Marocco e Libia.

Il CICR non ha una presenza permanente in Libia e le sue attività in loco sono estremamente ridotte. I delegati di Tunisi possono comunque rendersi in Libia per allacciare contatti, ha detto la portavoce.

Nel caso dei due svizzeri trattenuti da oltre un anno, le parti non hanno però formulato alcuna richiesta, ha puntualizzato Krimitsas. «Berna e Tripoli intrattengono relazioni diplomatiche e possono quindi discutere direttamente del contenzioso. A priori non abbiamo alcuna ragione di intervenire».

swissinfo.ch e agenzie

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