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I paesaggi di Hodler risplendono tra cieli e laghi

Il Lago di Thun visto da Leissigen, dipinto realizzato da Hodler nel 1904. Museo d'arte di Berna

Il Kunsthaus di Zurigo ripropone 70 opere paesaggistiche realizzate dal più grande pittore svizzero degli inizi del 1900.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 marzo 2004 - 14:09

Soprattutto grazie a questi dipinti, l’arte di Ferdinand Hodler sta risollevando da anni l’interesse dei collezionisti e dei grandi musei internazionali.

“Ferdinand Hodler non attribuiva grande importanza alla pittura di paesaggi. Generalmente si dedicava ai paesaggi quando non riceveva altri incarichi e disponeva di un po’ di tempo libero”, spiega Tobia Bezzola, curatore della mostra consacrata dal Kunsthaus di Zurigo al grande pittore svizzero.

E di tempo libero Hodler doveva averne parecchio: finora sono già stati ritrovati almeno 700 paesaggi dipinti dall’artista bernese tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.

L’esposizione del Museo d’arte di Zurigo - già proposta l’anno scorso dal Musée Rath di Ginevra in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Hodler – mostra una selezione di circa 70 splendide opere.

Vi si ritrovano i principali paesaggi che avevano definitivamente sedotto lo sguardo di Hodler, a cominciare dalle Alpi bernesi, il lago di Thun, il lago Lemano o la collina del Salève a Ginevra.

Il pittore aveva infatti l’abitudine di ritornare esattamente sugli stessi luoghi, anche ad anni o decenni di distanza, per lanciare una nuova sfida alla luce e ai colori della natura.

Natura ideale

Hodler iniziò la sua carriera presso un atelier di pittura di Thun che assomigliava piuttosto ad una piccola fabbrica: i pittori producevano quadri in serie per i turisti sui paesaggi tipici della regione.

Ogni artista aveva una sua specializzazione: uno dipingeva il lago, l’altro la montagna e un terzo la gente o lo chalet.

Questa visione stereotipata del paesaggio sembra essere rimasta impressa nelle mente artistica di Hodler durante tutta la sua vita.

Ecco forse perché il pittore ha ricercato in realtà soltanto 5 o 6 tipi di paesaggi nel corso della sua lunga carriera. Soprattutto laghi o montagne. Oppure montagne e laghi assieme. O, ancora, montagne riflesse nei laghi.

Di sicuro, il pittore aveva una concezione ben precisa di come doveva essere il paesaggio. Per questo sceglieva dei luoghi “ideali” per ritrarre la natura. E, se necessario, non esitava a ritoccare le geometrie.

“Nei suoi quadri, Hodler costringeva le montagne ad esibirsi secondo la sua volontà, come fossero delle modelle in un atelier”, sottolinea Tobia Bezzola.

Così le montagne ritornano spesso sotto forma di triangoli al centro dei dipinti, mentre i laghi e le nuvole compongono figure ovali.

Pittore nazionale

E, nel contempo, l’artista bernese non esitava neppure a ritoccare la realtà, cancellando nei suoi dipinti case, strade, ferrovie e qualsiasi altra testimonianza della civiltà.

I paesaggi di Hodler manifestano un bisogno di ordine e armonia, che lo portava quasi a disciplinare la natura e a presentarla nelle luci e nei colori migliori.

Ne sono nate così opere di grande bellezza estetica e formale che spiegano, in parte, la popolarità e il successo di cui godeva l’artista, già nei primi vent’anni del secolo scorso.

Considerato a quei tempi come il più grande pittore svizzero, la sua fama è stata in seguito a lungo ridimensionata, soprattutto all’estero. Ad Hodler era stata infatti assegnata una pesante etichetta di artista patriottico e nazionale per aver dipinto numerose opere storiche o mitiche, come il Guglielmo Tell.

Mentre proprio queste opere hanno subito un po’ il logorio del tempo, i suoi paesaggi ricominciano a risplendere nei musei e nelle mani dei collezionisti.

Appena due anni fa, il dipinto Grammont, dedicato al Lemano, è stato venduto per 4,2 milioni di franchi all’asta, superando ogni precedente record.

Un nuovo valore internazionale

“Contrariamente ai ritratti e ai dipinti storici realizzati su incarico, nei suoi paesaggi Hodler si muove con una totale libertà di ricerca e di sperimentazione”, spiega Paul Lang, conservatore del Museo d’arte e di storia di Ginevra.

Hodler, che aveva saputo sviluppare una sua grande originalità pittorica nell’era della grande rivoluzione artistica di oltre un secolo fa, viene oggi sempre più spesso paragonato ai grandi maestri del suo tempo, come Edvard Munch.

Nell’ultimo decennio le opere del pittore svizzero sono state acquistate e rivalorizzate da alcuni dei più grandi musei mondiali, come il Musée d’Orsay di Parigi o il Museo d’arte di Chicago.

“Soprattutto grazie ai suoi paesaggi, Hodler sta riacquistando il valore internazionale che aveva un secolo fa, mentre era ancora in vita”, aggiunge Lang.

swissinfo, Armando Mombelli

Fatti e cifre

1853, nascita di Ferdinand Hodler a Berna.
1918, l'artista muore a Ginevra.
2003-2004 il Musée Rath di Ginevra e il Kunsthaus di Zurigo organizzano una mostra speciale in occasione del 150esimo anniversario della morte di Kodler.

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In breve

L'esposizione "Ferdinand Hodler. Paesaggi" può essere visitata al Kunsthaus di Zurigo fino al 6 giugno 2004.

La mostra propone 70 opere realizzate dal pittore svizzero tra il 1871 e il 1918.

Durante la sua carriera artistica Hodler ha dipinto almeno 700 paesaggi della Svizzera.

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