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Giustizia ticinese: Carla Del Ponte ha fornito materiale all'Italia

Caso Cuomo: solleva perplessità un passo avvenuto 4 anni fa dell'allora procuratrice federale Carla Del Ponte Keystone

Nel 1996 l'allora procuratrice federale Carla Del Ponte fornì all'Italia informazioni su Gerardo Cuomo, il presunto boss del contrabbando di sigarette arrestato in maggio a Zurigo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 giugno 2000 - 17:51

Il passo solleva perplessità, poichè il diritto svizzero non prevede l'assistenza giudiziaria per reati di contrabbando. La magistrata ha fatto avere agli inquirenti italiani undici cassette con registrazioni telefoniche di Cuomo, ha affermato Viktor Schlumpf, portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), confermando una notizia pubblicata dalla "SonntagsZeitung".

Carla Del Ponte aveva consegnato il materiale a condizione che fossero utilizzate unicamente informazioni pertinenti all'assistenza giudiziaria allora pendente, che riguardava il presunto coinvolgimento di Cuomo in un traffico di armi. La consegna integrale di cassette non è usuale, ha confermato Schlumpf, che non è stato in grado di precisare se la Del Ponte abbia analizzato i nastri magnetici. "Attualmente è irraggiungibile", ha detto. Oggi la magistrata ticinese è procuratrice del tribunale penale internazionale dell'Aia.

Di fatto, l'affaire Cuomo sta scuotendo il Ticino al punto che i media confederati parlano di "Ticino-gate". Da sottolineare che due alti magistrati ticinesi, il procuratore generale Luca Marcellini e il presidente del tribunale penale Franco Verda, hanno rinunciato provvisoriamente ai loro mandati, la scorsa settimana, in relazione al caso Cuomo. Verda e Marcellini sono nel mezzo di un'inchiesta per presunte infrazioni ai doveri d'ufficio.

L'inchiesta contro i due era stata aperta su richiesta della procura federale, che aveva ricevuto segnalazioni degli inquirenti italiani. Nel frattempo l'Italia ha ufficialmente chiesto l'estradizione di Cuomo, residente in Svizzera e condannato per traffico di sigarette. Da tempo diverse testate confederate, tra cui i settimanali "Il Caffé" e "SonntagsZeitung", chiedevano ad alta voce spiegazioni sulla tranquillità con cui Cuomo - definito "re delle sigarette di contrabbando" e arrestato il 10 maggio scorso in una clinica zurighese - aveva potuto stabilirsi in Ticino una decina d'anni fa. Infine, per il "SonntagsBlick", l'affaire Gerardo Cuomo non è che agli inizi: "In Ticino - lancia il settimanale - oltre ai giudici tremano avvocati, banchieri, agenti di cambio e personale negli alti livelli dell'amministrazione.


swissinfo e agenzie

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