Navigation

Ginevra: presto un nuovo simbolo per la Croce Rossa

Per risolvere, dopo cinquant'anni, la questione del riconoscimento della sezione israeliana, uno speciale gruppo di lavoro ha proposto l'introduzione di un terzo simbolo, un quadrato, da affiancare alla tradizionale croce rossa e mezzaluna rossa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 aprile 2000 - 18:55

Questo nuovo emblema neutrale, che non evoca nessuna fede religiosa, consente al Movimento Internazionale della Croce Rossa di trovare una soluzione di compromesso nell'annosa questione dell'adesione della società israeliana, la "Magen David Adom" (MDA) che ha come simbolo la stella di David, ovvero la stella ebraica a sei punte.

Secondo Urs Boegli, portavoce del Cicr, questo nuovo logo conterrebbe nella parte inferiore la Stella di David e permetterebbe così agli israeliani di unirsi finalmente alla grande famiglia della Croce Rossa.

Con l'introduzione di questo nuovo logo si soddisfano anche le rivendicazioni di altri due stati, Kazakistan e Eritrea, che hanno una popolazione cristiana e musulmana e che oggi adottano un simbolo misto, la croce e mezzaluna rossa affiancata. Il nuovo logo può anche "accogliere" altri simboli religiosi, oggi esclusi, come quelli degli induisti e dei buddisti.

Per rendere esecutiva la decsione del gruppo di lavoro, saranno convocate due conferenze diplomatiche, una per la revisione dello statuto della Federazione della Croce Rossa, e l'altra per "aggiornare" le Convenzioni di Ginevra del 1929, in cui si stabilivano come emblemi ufficiali, oltre alla croce rossa su sfondo bianco, la mezzaluna islamica e il leone e sole rosso della Persia, quest'ultimo abolito dalla rivoluzione islamica iraniana.

Dietro questa battaglia degli emblemi ci sono naturalmente grandi interessi politici in gioco. Gli Stati Uniti, anche se da parte del Cicr non ci sono conferme ufficiali, stanno esercitando forti pressioni diplomatiche perché si arrivi entro quest'anno a una soluzione per eliminare questa "discriminazione" che, a quanto pare, sta pesando anche sulla campagna elettorale.

La Croce Rossa americana ha minacciato anche di chiudere i rubinetti dei contributi. Gli Stati Uniti pagano il 25 percento del budget ordinario versato dalle sezioni nazionali alla Federazione, ovvero 7,2 milioni di franchi.

Sull'improvvisa decisione del presidente del Cicr, Jacob Kellenberger, di chiudere una volta per tutte lo scottante dossier, ha influito anche l'imminente nascita di uno stato palestinese, probabilmente già entro la fine dell'anno. Il che significherebbe che la sezione della Mezzaluna Palestinese entrerebbe immediatamente a far parte della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa. Mentre la Stella di David ne sarebbe esclusa.

Maria Grazia Coggiola

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?