Navigation

Francofonia: sfide nuove e antiche

Josée Verner, ministra canadese per la francofonia. swissinfo.ch

La conferenza ministeriale di Montreux si è conclusa, i capi di Stato entrano ora nel pieno delle trattative. Incontro con la ministra canadese della francofonia, Josée Verner, il cui paese aveva accolto il precedente vertice della francofonia due anni fa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 ottobre 2010 - 13:48
Bernard Léchot, Montreux, swissinfo.ch

Venerdì, i 38 capi di Stato e di governo dei paesi membri dell'Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF) sono giunti a Montreux e hanno dato avvio ai lavori. Tre temi di fondo: il significato della francofonia a livello internazionale, il suo ruolo nello sviluppo sostenibile e la situazione della lingua francese nell'era della globalizzazione. Alla fine del 13° vertice, sarà pubblicato il documento finale, la «Déclaration de Montreux»

La conferenza ministeriale, seduta preparatoria tenutasi prima del vertice, si è conclusa giovedì. Vi ha partecipato anche Josée Verner, ministra degli affari intergovernativi del Canada e ministra della francofonia.

swissinfo.ch: Secondo lei, quali sono stati gli elementi principali della conferenza ministeriale?

Josée Verner: La Svizzera ha deciso, a buona ragione perché quest'anno è il 40° anniversario della francofonia, di affrontare il tema «Sfide e visioni per il futuro della francofonia». I paesi membri si sono dunque espressi a tale riguardo. Credo effettivamente che questo anniversario ci permetterà di fare il punto della situazione in vista degli impegni futuri. Pensiamo in modo differente, ma per quanto riguarda la francofonia il nostro futuro è simile.

swissinfo.ch: Ma le differenze tra i vari membri della francofonia sono tali che il futuro non sarà lo stesso per tutti…

J.V.: L'OIF è un'organizzazione interessante perché funziona grazie al consenso. Pertanto occorre dar prova di grande maturità e avere una visione comune degli obiettivi da raggiungere.

L'ultimo vertice si è tenuto nel 2008, a casa mia, nella città di Québec, e si è svolto in un ambiente particolare segnato dagli inizi della crisi finanziaria mondiale. È stato il primo grande incontro nord-sud nel quale i diversi paesi hanno avuto l'occasione di esprimersi sulla questione.

swissinfo.ch: Secondo lei, il ruolo principale dell'OIF sarebbe quello di essere una piattaforma nord-sud per gli scambi e l'ascolto reciproco?

J.V.: Sì, i paesi in via di sviluppo sono spesso i primi ad essere colpiti dalle crisi di questo tipo. Bisogna ascoltarli e capire come prestare loro aiuto.

Dopo il vertice a Québec, il primo ministro canadese Stephen Harper ha preso l'iniziativa, prima del G8 e del G20, di riunire il segretario generale dell'OIF e quello del Commonwealth. Un'iniziativa a cui si vorrebbe dare seguito: è molto importante per le organizzazioni di farsi sentire mentre i partecipanti al G8 e al G20 prendono delle decisioni.

swissinfo.ch: Il paese che organizza il vertice ottiene la presidenza per i due anni seguenti. Qual è stata l'esperienza del Canada?

J.V.: Il paese che ha la presidenza può far avanzare l'agenda. Inoltre può rendere pubbliche le questioni legate alla francofonia e sostenere gli interessi che riguardano le realtà locali.

swissinfo.ch: Lei ha passato il testimone della presidenza a Micheline Calmy-Rey in dicembre dell'anno scorso. C'è stato un lavoro di continuità?

J.V.: Il successo della francofonia si basa sulla collaborazione e il consenso. Dopo il passaggio di presidenza i funzionari dei due paesi hanno avviato il dialogo affinché tutto avvenga nel migliore dei modi.

swissinfo.ch: Il vertice di Montreux tratta di campi d'intervento molto vasti che riguardano la politica, l'ambiente, la cultura… Fino a che punto un approccio di questo tipo è realistico?

J.V.: Ci sono dei punti comuni importanti, uno di questi è la lingua francese. In occasione di ogni vertice, si manifesta una certa fierezza nel condividere gli sforzi profusi in materia di lingua. Per esempio, in Canada, nel 2010 ci sono state le olimpiadi invernali a Vancouver. Il rapporto di Pascal Couchepin (ex ministro svizzero dell'interno) sugli sforzi del Canada in materia di responsabilità assunta per quanto riguarda la promozione linguistica è stato molto positivo.

Ma ci sono anche altre preoccupazioni comuni che non possono essere trascurate, per esempio, i cambiamenti climatici. Oppure l'aiuto ai programmi alimentari nei paesi in via di sviluppo. Sarebbe molto bello poter arrivare a un vertice e dirsi: ecco, abbiamo sistemato questo problema! Ma non è possibile. Non possiamo dire che siamo dispersivi nei temi trattati: semplicemente alcuni problemi sono sempre presenti e ci si deve lavorare costantemente.

swissinfo.ch: Può indicare un altro aspetto importante da trattare durante il vertice di Montreux?

J.V.: Continuare ad impegnarsi in modo determinante per Haïti. Questo paese è stato spesso vittima di drammi umani. Le sue necessità non vanno dimenticate solo perché i problemi si ripetono. Occorre sempre trattare i problemi di Haïti con la massima priorità!

Josée Verner

Deputata. Nata nel 1959, Josée Verner è deputata nella Camera dei comuni del Canada della circoscrizione di Louis-Saint-Laurent dal 2006.

Conservatrice. È membro del partito conservatore canadese.

Ministero Harper. Dal 2006 fa parte del Ministero di Stephen Harper in quanto ministra della cooperazione internazionale, ministra della francofonia e delle lingue ufficiali.

Cariche ministeriali. Dal 2008 è ministro degli affari intergovernativi, presidente del Consiglio privato della regina per il Canada, ministra della francofonia e ministra della regione di Québec.

End of insertion

Organizzazione int. della Francofonia

L'Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF) comprende 56 Stati e governi e 14 osservatori provenienti dai cinque continenti. L’elemento che accomuna i membri è la lingua.

La Conferenza dei ministri degli Affari esteri o dei responsabili della Francofonia si tiene ogni anno per garantire la continuità tra i vertici, a scadenza biennale. Il Consiglio permanente, presieduto dal segretario generale, è incaricato della preparazione del vertice.

Dal 1989, la Svizzera partecipa al vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi di lingua francese. Nel 1995, il parlamento si è espresso a grande maggioranza a favore dell’adesione all’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF).

In quanto quarto maggior contribuente dopo Francia, Canada e Belgio francofono, la Confederazione ha assunto un ruolo fondamentale in seno all’organizzazione.

End of insertion

Vertice di Montreux

Il XIII Vertice della Francofonia si svolgerà a Montreux dal 22 al 24.10.2010, anno in cui la Francofonia festeggia il suo 40° anniversario.

I capi di Stato e di governo adotteranno una dichiarazione finale e procederanno all’elezione del Segretario generale dell’OIF (Abdou Diouf è giunto al termine del suo secondo mandato e si è dichiarato pronto per uno nuovo).

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?