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Forum di Davos: le autorità grigionesi sbagliarono a proibire la manifestazione anti-globalizzazione

I militanti contro la globalizzazione si erano dati apppuntamento lo scorso gennaio a Davos, dove si erano riuniti i principali leaders mondiali. Nella foto d'archivio, il confronto con la polizia Keystone

La diatriba giudiziaria tra il coordinamento anti-Organizzazione mondiale del commercio e le autorità del Cantone Grigioni si è conclusa con uno smacco per queste ultime.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2000 - 11:17

Il Tribunale federale, massima istanza giudiziaria svizzera, ha infatti condannato l'atteggiamento delle autorità cantonali e comunali, che avevano vietato le manifestazioni contro il Forum di Davos nel giorno della visita del presidente americano Bill Clinton.

In previsione dell'illustre presenza, il comune di Davos e il Tribunale amministrativo cantonale avevano emesso un divieto generale di dimostrazione per sabato 29 gennaio, autorizzando invece la manifestazione per il giorno seguente.

In una sentenza pubblicata martedì, il Tribunale federale condanna l'atteggiamento del comune e del Tribunale amministrativo. La sentenza ricorda che gli oppositori si erano detti disposti a rinunciare a manifestare davanti alla sede del Forum se fosse stata offerta loro un'altra piazza. Inoltre le autorità non hanno fornito alcuna giustificazione soddisfacente al loro rifiuto.

Malgrado il divieto, 1300 manifestanti avevano sfilato a Davos. Il bilancio della protesta era stato di due poliziotti feriti e danni per 100mila franchi a un fast-food della McDonald's.

swissinfo e agenzie

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