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Finito l'incubo per la famiglia svizzera scampata al sequestro in Grecia

Un agente della guardia costiera aiuta la piccola Jasmin a scendere dalla motovedetta della marina greca Keystone

Il sequestro nel Peloponneso, di una barca a vela e della famiglia di turisti svizzeri che erano a bordo, si è concluso tragicamente mercoledì con la morte del sequestratore. Salvi invece gli ostaggi ed il proprietario e capitano greco della barca.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2000 - 11:34

L'incubo per la famiglia svizzera, proveniente da Walenstadt e composta da cinque persone (ossia i genitori Andrea e Gabriela Hagger, entrambi di 34 anni, la sorella dell'uomo Corinne Hagger-Mitchell di 26 anni, ed i due figli della coppia, Jasmin di cinque anni e Joel di tre) è durato in tutto quattordici ore ed era cominciato all'alba di mercoledì, quando il sequestratore, un uomo con passaporto ceco di 38 anni, Frantizec Vezeli, è saltato sulla barca che stava per salpare dal porto di Naupli, nel Peloponneso. A bordo, come detto, una famiglia svizzera che stava per ripetere la bella esperienza dell'estate scorsa: una crociera a bordo della barca a vela Eratos, di proprietà dell'armatore e capitano greco Aris Kalothis.

Armato ed in evidente stato confusionale, il sequestratore ceco Frantizec Vezeli ha costretto la famiglia svizzera a stare chiusa in cabina ed ha minacciato il capitano di ucciderlo se non lo avesse portato a Casablanda, in Marocco. Per motivare il suo insano gesto ha sostenuto di essere un mercenario e di aver portato a termine delle missioni inNamibia.

L'imbarcazione, che veleggiava al largo di Astros, una stazione balneare sulle coste orientali del Peloponneso, è stata subito intercettata e seguita da due motovedette della guardia costiera greca e da uomini rana, nel tentativo sia di negoziare che di intervenire se necessario.

Il sequestratore, intanto, che si mostrava molto nervoso, minacciava continuamente di uccidere sia il capitano che gli altri cinque ostaggi svizzeri se non fossero state esaudite le sue richieste. Nel pomeriggio, la guardia costiera greca ha deciso di intervenire con la forza.

Fulminea l'operazione del gruppo di uomini rana della marina greca che si sono calati in acqua ed hanno tentato di aggirare la barca a vela per sorprendere il sequestratore. Quest'ultimo li ha però scorti ed ha iniziato a sparare all'impazzata.

A questo punto un tiratore scelto, rimasto sulla motovedetta, lo ha centrato, ferendolo mortalmente. Anche un ufficiale della guardia costiera greca, rimasto a bordo dell'imbarcazione, è risultato ferita allo stomaco nella fulminea operazione delle teste di cuoio della marina greca ed è stato ricoverato in ospedale.

Conclusa l'operazione, il ministro greco della marina mercantile Christos Papoutsis si è congratulato con la guardia costiera ed ha assicurato che la famiglia svizzera è stata immediatamente portata al sicuro a Naupli.

Per quanto concerne il sequestratore, le autorità greche hanno fatto sapere che era giunto in Grecia, nel porto settentrionale di Salonnicco, lo scorso 26 giugno, proveniente da Bratislava, capitale della Slovacchia.

I tre membri adulti della famiglia Hagger forniranno giovedì alla polizia le deposizioni sull'accaduto. L'inchiesta prosegue infatti anche dopo la morte del sequestratore.

I cinque svizzeri hanno passato la notte in un albergo a Nauplia, ha indicato all'agenzia di stampa elvetica Ats il console svizzero ad Atene, Hans Peter Jost. Egli non ha saputo dire se la famiglia intenda proseguire le vacanze in Grecia o rientrare in Svizzera. Jost ha aggiunto che la polizia ha dubbi riguardo alla nazionalità del sequestratore, che in un primo tempo si presumeva fosse ceco.

swissinfo e agenzie

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