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Filtrona: ancora sciopero in attesa di negoziati

I 150 dipendenti di filtrona sono in sciopero da martedì scorso Keystone

La direzione ha accettato di aprire negoziati con il personale che rivendica un nuovo CCL e teme la chiusura degli stabilimenti di Crissier (VD).

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2004 - 13:07

Sabato si è svolta una manifestazione di sostegno ai dipendenti che intendono proseguire lo sciopero fino a lunedì.

Almeno 500 persone hanno partecipato sabato mattina a una manifestazione di sostegno per il personale della Filtrona di Crissier, nel Canton Vaud.

Partito dalla fabbrica, un corteo di manifestanti, formato da operai, sindacalisti e politici locali, si è radunato sulla piazza del mercato di Renens, dove è stato accolto da una folla di simpatizzanti.

In agitazione da martedì, i circa 150 dipendenti di Filtrona temono lo smantellamento della fabbrica rilevata nell'ottobre 2003 alla Baumgartner Papier dalla multinazionale inglese Bunzl.

Minacce di licenziamenti

Il collaboratori della fabbrica, che produce filtri per sigarette, intendono proseguire lo sciopero fino alla prossima assemblea generale del personale, in agenda lunedì alle 13.00.

La direzione, che considera lo sciopero illegale, aveva inizialmente minacciato di licenziare tutti coloro che non avessero ripreso immediatamente il lavoro.

La minaccia non ha comunque intimorito il personale, secondo il quale è in gioco la soppressione di tutti i posti di lavoro di Crissier.

Niente garanzie

I dipendenti hanno chiesto da tempo delle garanzie per il proseguimento delle attività a Crissier, come pure il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro (CCL) che scade alla fine di questo mese di dicembre.

Il temporeggiamento della direzione e il trasferimento di diversi macchinari verso la Gran Bretagna hanno cominciato a sollevare timori e diffidenza da parte del personale.

Un altro fattore preoccupante, agli occhi dei dipendenti di Crissier, è stata la nomina nell'aprile scorso del nuovo direttore Dylan Jones, che pochi mesi prima aveva chiuso gli stabilimenti di Filtrona a Rovereto, in Italia.

Segnali di distensione

Nella vertenza è così intervenuto negli ultimi giorni anche il governo cantonale vodese, nella persona della consigliera di Stato Jacqueline Maurer.

Nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto una delegazione della commissione aziendale e del sindacato Comedia, la ministra vodese aveva proposto l'apertura di negoziati senza condizioni tra i rappresentati del personale e la direzione.

Venerdì sera sono giunti i primi segnali di distensione: i dipendenti e la direzione di Filtrona hanno accettato una commissione di conciliazione, incaricata di dare avvio ad un processo di mediazione.

Le parti dovrebbero sedersi attorno al tavolo negoziale già all'inizio della prossima settimana.

Il fatto che le due parti abbiano accettato una commissione di conciliazione ha come conseguenza che «il datore di lavoro non può più minacciare gli impiegati di licenziamento e i dipendenti debbono riprendere il lavoro», ha spiegato Jacqueline Maurer.

Membri della direzione del gruppo, che ha sede in Gran Bretagna, verranno in Svizzera martedì per partecipare alle trattative, ha indicato inoltre la ministra vodese in un'intervista della televisione svizzero-romanda.

swissinfo e agenzie

In breve

Filtrona, che ha sede a Londra e occupa 4'800 persone in tutto il mondo, è specializzata nella prodozione di filtri per sigarette.

L'azienda, fa parte del gruppo britannico Bunzl, che dà lavoro a livello mondiale a 12'000 persone.

Filtrona ha rilevato nell'ottobre 2003 gli stabilimenti di Crissier, che appartenevano alla ditta Baumbgartner Papier.

I dipendenti di Crissier temono la chiusura della fabbrica Filtrona in Svizzera e rivendicano da mesi il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

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