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Figura di spicco della sinistra, Christiane Brunner si ritira dal mondo sindacale

Christiane Brunner lascia il mondo sindacale. La presidente della FLMO, il cui mandato alla testa dell'organizzazione scade alla fine dell'anno, si ritirerà anche come membro della direzione dopo il congresso dell'organizzazione alla fine di ottobre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 marzo 2000 - 09:25

L'annuncio è giunto nel giorno del suo 53/esimo compleanno. La senatrice socialista ginevrina (nella foto d'archivio) intende concentrarsi sull'attività parlamentare e sulla politica nel suo cantone, ha indicato il Sindacato dell'industria, della costruzione e dei servizi (FLMO).

«La mia partenza non è legata a divergenze d'opinione con il comitato centrale», ha puntualizzato la Brunner all'Ats. La consigliera agli Stati rileva anzi che negli ultimi il suo «punto di vista ha piuttosto prevalso». Ma «la presidenza del sindacato è un compito al 150 percento» e la socialista sottolinea la difficoltà di portarla avanti parallelamente all'attività alla Camera dei Cantoni e alle sedute delle quattro commissioni degli Stati di cui fa parte.

La Brunner è stata la prima donna ad accedere alla testa della FLMO nel 1992 e a quella dell'Unione sindacale svizzera (USS) che ha copresieduto con Vasco Pedrina, dal 1994 al 1998.

Avvocata specializzata nel diritto del lavoro e nelle assicurazioni sociali, Christiane Brunner aveva iniziato la carriera sindacale nella VPOD, che aveva presieduto dal 1982 al 1989. A tale data era poi stata nominata segretaria centrale della FLMO.

Politicamente, la sua adesione al Partito socialista risale al 1976. Deputata in Gran Consiglio ginevrino dal 1981 al 1990, è approdata in Consiglio nazionale nel 1991. Nel 1995 è poi stata eletta al Consiglio degli Stati. La ginevrina ha invece fallito nel 1992 il tentativo di accedere al Consiglio federale.

swissinfo e agenzie

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