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Elettricità: fusione bloccata

Fusione bloccata per il momento tra i maggiori distributori di elettricità in Svizzera Keystone

La Commissione della concorrenza (comco) sottopone ad un esame approfondito la fusione dei 7 più grandi distributori svizzeri di elettricità.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2004 - 11:06

L'esame ritarda la nascita della nuova società “Swissgrid”, prevista per il 1° gennaio 2005.

Le aziende elettriche della Svizzera nordorientale NOK, della Svizzera centrale CKW, la società elettrica di Laufenburg (EGL), l'Aare Ticino SA di Electricità (ATEL), l'azienda elettrica bernese BKW FMB, quella romanda EOS e quella della città di Zurigo EZW hanno l'intenzione di unire la gestione delle loro reti di trasporto nella società comune Swissgrid.

Secondo le prime valutazioni tale progetto rafforzerebbe però una posizione dominante sul mercato del trasporto dell'energia elettrica ad alta tensione in alcune regioni, in particolare nella Svizzera nord-occidentale, nelle regioni Zurigo/Svizzera orientale e del tratto lago di Zugo/Gottardo.

L'esame approfondito della comco, che durerà quattro mesi, dovrà chiarire appunto se questa concentrazione crea o rafforza una posizione dominante che può sopprimere la concorrenza.

Giudizio positivo dell’Ue

In Europa, i primi passi verso una rete elettrica comune sono stati fatti intorno agli anni Cinquanta. La Svizzera, il Belgio, la Germania, la Francia, l’Italia, il Lussemburgo, l’Olanda e l’Austria unirono le loro forze per raggiungere l’obiettivo.

Ma negli ultimi anni la coordinazione ha avuto diverse panne. La creazione di Swissgrid è già stata giudicata positivamente dall’Unione europea, che vede di buon occhio una maggiore cooperazione continentale in materia di trasporto di energia elettrica. Un passo ulteriore verso la liberalizzazione e la razionalizzazione del mercato.

L’Ue aveva fortemente criticato la Svizzera in seguito al black-out in Italia nel 2003, per la mancanza di coordinazione e di efficacia nella comunicazione. La nuova società, oltre a diventare garante di questa maggiore coordinazione, dovrà anche rappresentare il settore elvetico nei rapporti con l’estero.

La stessa comco, nel 2002, aveva già dato un parere favorevole alla nascita di Swissigrid, ma prima che il progetto abbia l’ok definitivo, bisogna ancora chiarire alcuni punti, ha dichiarato il vicedirettore della comco, Patrik Ducrey.

Paura della liberalizzazione

Da ricordare che nel 2002 in Svizzera la popolazione aveva respinto in votazione popolare una liberalizzazione rapida del mercato dell’elettricità, appoggiata dal governo ma combattuta da un referendum, sostenuto dai sindacati e dai partiti di sinistra, soprattutto nella Svizzera francese.

Dopo il rifiuto popolare, il governo elvetico aveva optato per una liberalizzazione più graduale, che prevedeva una prima tappa, in cui le industrie sarebbero state libere di scegliere il proprio fornitore.

Solo in una seconda fase questa libertà sarà estesa anche ai consumatori privati.

Nel campo dell’elettricità, anche a livello cantonale (Zurigo, Bellinzona, Nidwaldo), la popolazione negli anni scorsi ha bocciato diverse proposte di aprire il mercato locale.

La paura della liberalizzazione dei mercati e della privatizzazione delle aziende pubbliche veniva soprattutto da esempi negativi all'estero, come ad esempio il mercato dell’elettricità in California (blackouts) o la privatizzazione delle ferrovie britanniche (lacune nella sicurezza).

swissinfo e agenzie

In breve

Settembre 2002: i cittadini svizzeri rifiutano la nuova legge sulla liberalizzazione del mercato dell'elettricità.

Aprile 2004: revisione sulla legge sui cartelli. Rinforza le sanzioni contro le imprese ritenute colpevoli di concorrenza sleale e di accordi sul prezzo di vendita dei prodotti.

Le infrazioni possono essere punite con multe fino al 10% della cifra d'affari degli ultimi tre anni.

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