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Un minimo salariale di 3'500 franchi

L'Unione sindacale svizzera (USS) lancia una nuova campagna in favore di salari minimi dignitosi, in particolare nel settore alberghiero/ristorativo, dei trasporti stradali e dell'industria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 aprile 2008 - 12:08

In Svizzera circa l'11% dei salari sono inferiori a 3'500 franchi al mese ed uno stipendiato su cinque guadagna meno di 4'000 franchi, ha indicato martedì l'organizzazione mantello dei sindacati elvetici. Per l'USS, i salari insufficienti rappresentano un grave problema contro il quale è necessario intervenire.

Dieci anni fa aveva proposto uno stipendio di 3000 franchi; oggi questo limite va alzato a 3'500 franchi per coprire il rincaro, segnala l'USS. Per chi possiede una formazione professionale, la soglia minima dovrebbe essere fissata a 4'500 franchi lordi. Inoltre, non ci dovranno essere paghe orarie inferiori ai 20 franchi. I sindacati rammentano poi che la situazione delle donne rimane a livelli inaccettabili in diversi ambiti.

Paul Rechsteiner, presidente dell'USS, ha ricordato che la prima campagna aveva permesso di migliorare la situazione, segnatamente grazie ai contratti collettivi di lavoro (CCL) in settori come la ristorazione o il commercio al dettaglio. Dal canto suo, il sindacato UNIA sottolinea la necessità di agire non solo nel settore alberghiero e della ristorazione, ma pure a livello di trasporti stradali e dell'industria.

Per raggiungere i suoi obiettivi, l'USS intende negoziare i salari minimi nel quadro dei CCL. Laddove non esistono tali convenzioni, la legge imporrà stipendi minimi in contratti-tipo.

La nuova rivendicazione dei sindacati potrebbe pesare sul personale delle imprese, stima il direttore dell'Unione padronale svizzera, Thomas Daum, il quale teme che l'introduzione di una soglia minima possa portare a soppressioni di impieghi.

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