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Sempre più dirigenti stranieri

I dirigenti delle grandi aziende svizzere sono sempre più spesso stranieri. Tanti tedeschi, ma anche statunitensi, britannici, australiani, sudafricani e canadesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 giugno 2008 - 14:37

La globalizzazione porta nei quadri delle grandi aziende svizzere un numero sempre maggiore di dirigenti stranieri. Attualmente rappresentano il 42% del totale; tra i nuovi assunti, la percentuale sale al 53%. Lo scorso anno, le percentuali erano del 40 e del 50%. Lo constata una ricerca di Guido Schilling & Partner, studio zurighese specializzato nella ricerca sui quadri.

La tendenza generale è valida anche per i massimi dirigenti: in un anno i patron delle maggiori aziende elvetiche sprovvisti di passaporto rossocrociato sono passati dal 32 al 38%.

Come in passato, i quadri stranieri sono soprattutto tedeschi. Ma tra i nuovi assunti si stanno facendo strada anche statunitensi, britannici, australiani, sudafricani e canadesi.

Un altro cambiamento di rilievo riguarda il curriculum dei dirigenti. Oggi capita sempre più spesso – la percentuale è passata dal 4 all'8% – che vengano assunte persone prive di esperienza a livello dirigenziale o di conoscenza dell'azienda per la quale dovranno lavorare; un dato che è indizio di una certa aridità del mercato del lavoro svizzero per questo tipo d'impieghi.

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