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I banchieri svizzeri sperano nel piano USA

Il piano del governo americano per far fronte alla crisi del settore finanziario, è stato ben accolto dall'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). Per essere operativo manca però ancora l'approvazione del Congresso.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2008 - 13:53

Il salvagente che la Casa Bianca ha gettato nel mare in burrasca della finanza per evitare ulteriori naufragi legati alla crisi dei mutui, dovrebbe essere accessibile anche agli istituti di credito svizzeri.

Secondo il portavoce dell'Associazione svizzera dei banchieri Thomas Sutter, la logica imporrebbe che possano accedere direttamente all'aiuto statale (700 miliardi di dollari) anche UBS e Credit Suisse. Le due banche sono infatti presenti negli USA da diversi anni e della loro attività ha quindi beneficiato in passato anche il contribuente americano.

Per le banche svizzere, l'intervento dell'amministrazione americana sarà comunque in tutti i casi positivo. "Farà chiarezza – ha affermato Sutter - e ridarà fiducia al sistema".

All'inizio non era chiaro se il sostegno avrebbe interessato anche istituti stranieri, ma domenica il segretario americano al tesoro Henry Paulson ha fatto sapere che il governo è intenzionato a rilevare anche titoli non liquidi in possesso a banche estere. "La piazza finanziaria elvetica – ha comunque concluso Sutter - è sana".

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