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Finanza ticinese: la crisi non fa soltanto danni

La sede della Banca della svizzera italiana a Lugano Keystone

Anche nella terza piazza bancaria della Confederazione si avvertono le conseguenze della crisi economica mondiale, che comporterà tra l'altro meno entrate fiscali. Tuttavia, si registra anche un afflusso di nuovi clienti dall'estero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2008 - 09:09

Franco Citterio, direttore dell'Associazione bancaria ticinese (Abt), rileva tre effetti maggiori della crisi sulla piazza finanziaria ticinese, la terza in Svizzera dopo Zurigo e Ginevra.

In primo luogo, spiega a swissinfo, si assiste a un importante calo delle commissioni, dell'ordine del 30-40%, poiché l'entità dei patrimoni gestiti è diminuita.

Secondariamente, Citterio constata uno spostamento dei capitali dalle grandi banche (in particolare UBS e Credit Suisse) verso gli istituti di media e piccola grandezza: una tendenza, questa, peraltro osservabile pure su scala nazionale.

Nuovi clienti dall'estero

In terzo luogo, il direttore dell'Abt fa presente che – soprattutto a Lugano – sono in aumento i clienti provenienti dall'estero. Essi si rivolgono in particolare a banche private dalla reputazione consolidata. Sulla base di questa considerazione, Citterio sottolinea che la fiducia nella piazza finanziaria locale non è scemata in modo generale.

Al contrario: a suo parere, gli investitori stranieri hanno più fiducia nelle banche situate in Svizzera rispetto a quelle all'estero, per esempio in Inghilterra. Soltanto per UBS – nonostante il sostegno miliardario da parte della Confederazione – la situazione sembra diversa.

Inoltre, considerato il rafforzamento del franco nei confronti dell'euro, molti clienti cercano rifugio nella valuta elvetica. Complessivamente, dunque, la Svizzera pare continuare a offrire una stabilità maggiore rispetto ad altri paesi.

Importante creazione di valore

La salute del settore bancario è di vitale importanza per l'economia ticinese. Se la piazza finanziaria annaspa, gli effetti si ripercuotono rapidamente su tutto il cantone.

Anche se il settore non figura al primo posto tra i datori di lavoro – 7'713 impiegati bancari e circa 5'550 in ambito fiduciario e finanziario (fine 2007) –, la creazione di ricchezza è estremamente elevata.

Basti pensare che, annualmente, la piazza finanziaria fornisce 150 milioni di contributi alle casse statali sotto forma di tasse: ciò corrisponde alla metà dei proventi fiscali totali delle persone giuridiche.

La massa salariale del settore – fiduciari compresi – è stimata a 950 milioni di franchi, la creazione di valore totale a circa due miliardi.

Meno profitti, meno imposte

René Chopard, direttore del Centro studi bancari di Vezia (vicino a Lugano) ritiene che, per quanto concerne il 2008, il gettito fiscale proveniente dal settore bancario potrebbe addirittura diminuire della metà. «Non sono però un veggente», precisa.

Chopard ritiene tuttavia che la struttura della piazza bancaria ticinese non muterà sostanzialmente. Il settore, afferma, è assai differenziato – con 75 istituti presenti sul territorio – e ben ripartito, con una gamma d'offerta che va dalla presenza capillare sul territorio delle Banche Raiffeisen fino ai grandi istituti, passando per le banche d'affari altamente specializzate.

Franco Citterio è invece meno ottimista, pur non volendo drammatizzare la situazione. A suo parere, la crisi potrebbe comportare la perdita di posti di lavoro, per esempio presso UBS – il più grande datore di lavoro privato del cantone, con 1'400 collaboratori. «Il 2008 ha messo il settore bancario completamente sottosopra», conclude.

swissinfo, Gerhard Lob
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)

Piazza finanziaria ticinese

Secondo i dati del Centro studi bancari, in Ticino – dal 2006 al 2007 – il numero di banche è sceso da 77 a 75, quello delle filiali da 282 a 275. Contemporaneamente, gli impiegati sono leggermente aumentati: da 7'538 a 7'713 posti a tempo pieno. Nel 2001 (picco massimo), i bancari erano 8'806.

Le banche Raiffeisen costituiscono, con 107 agenzie, la maggior parte delle filiali (38,9%). UBS e CS impiegano complessivamente il 28,1% di tutti i professionisti del settore.

Sul totale di istituti bancari presenti in Ticino, il 60% proviene dall'estero. Secondo le stime, la piazza bancaria ticinese gestisce patrimoni per oltre 400 miliardi di franchi, ossia un decimo dei patrimoni totali gestiti in Svizzera. La maggior parte dei clienti proviene dall'Italia.

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