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Due settimane di svago e riposo in Svizzera per un gruppo di bambini dei Balcani

Momenti di svago nelle montagne obwaldesi per dimenticare le terribili conseguenze delle guerre nei Balcani Keystone

Un centinaio di bimbi provenienti dai Balcani la Svizzera ha allestito un programma di svago e distensione che prevede, tra l'altro, una visita al Museo dei trasporti di Lucerna e un incontro con il presidente della Confederazione Adolf Ogi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 agosto 2000 - 14:48

I 103 bambini, accolti nel campo di Melchtal (Cantone di Obwaldo), provengono da famiglie povere che vivono in condizioni difficili. Tra loro, ha indicato Charles Rädersdorf, delegato del governo svizzero per l'aiuto umanitario, figurano alcuni orfani e invalidi.

Provengono da regioni dei Balcani colpite dal conflitto, dove la Svizzera si sta impegnando in modo particolare per la ricostruzione. Rädersdorf ha indicato che l'aiuto svizzero ha permesso di ricostruire oltre 1000 case e 17 scuole.

La maggior parte dei bambini, precisamente 77, provengono dal Kosovo. Per quanto riguarda i bambini provenienti dalla Bosnia, la Cooperazione svizzera allo sviluppo ha potuto rispettare un criterio multietnico, con piccoli di etnia croata, bosniaca e serba.

I bambini sono di età comprea fra gli otto e i 16 anni e sono ospitati nei baraccamenti delle truppe sanitarie di Melchtal. Sono presi in cura dai militari del luogo e da volontari civili. A loro disposizione anche un medico.

Fra le attività sportive a disposizione del gruppo dei bambini ci sono minitennis, minigolf, badminton e gioco delle bocce. Sono previsti anche vari giochi, attività manuali, osservazione della fauna selvatica, visita di un caseificio di montagna, alpinismo, campeggio al Lauerzersee e un viaggio in battello. Due giorni saranno dedicati alla visita del Museo dei trasporti di Lucerna e a un incontro con il presidente della Confederazione Adolf Ogi.

swissinfo e agenzie

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