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Dopo «Iloveyou», Svizzera nouvamente invasa da virus informatici

Dopo il virus dell'amore in arrivo una valanga di mutanti che diffondono messaggi elettronici dal titolo accattivante come «Funnynews» (notizie allegre») o «Joke» (barzelletta).

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 maggio 2000 - 14:44

Non bastava «Iloveyou» e le sue false promesse d'amore, adesso arrivano i mutanti. Cloni del virus più devastante della storia di Internet, modificati solo nel nome o in alcuni dettagli, sono comparsi in tutto il mondo, infiltrandosi via e-mail in milioni di computer. Un'ondata che gli esperti ritengono ancora lontana dall'aver esaurito i propri effetti: «I love you» e i suoi fratelli infesteranno il cyberspazio ancora per un paio di settimane.

Claudio Frigerio, portavoce dell'Ufficio federale dell'informatica (UFI), ha comunicato che sono stati installati programmi antivirus. Frigerio ha precisato che l'ammontare dei danni per l'amministrazione federale restano da definire sia per quanto concerne il materiale che i costi di personale. I circa 20.000 computer dell'amministrazione sono ora sottoposti a revisione e le principali banche dati saranno ricaricate utilizzando copie di sicurezza.

Questa seconda «epidemia» ha dunque perso parte dell'effetto suggestivo che ha caratterizzato «I love you», ha affermato Urs Wermelinger, direttore del settore marketing di Microsoft Svizzera. Wermelinger si è comunque detto preoccupato per le conseguenze finanziarie di questo atto criminale. Attualmente non è possibile stimare l'ammontare dei danni, che appaiono tuttavia più importanti di quelli causati da «Melissa», nel marzo del 1999.

Mentre aziende e istituzioni di tutto il pianeta fanno i primi bilanci dei danni provocati dal «virus dell'amore» (si parla già di perdite per un miliardo di dollari), gli investigatori pensano di aver individuato il responsabile dell'epidemia.

Come nel caso di «Mafiaboy», l'hacker adolescente canadese arrestato per l'assalto di qualche mese fa ai grandi siti di Internet, anche stavolta all'origine di tutto ci sarebbe uno studente annoiato. Di lui si sa che ha 23 anni, vive a Pandacan, un sobborgo di Manila nelle Filippine abitato dalla media borghesia, e si firma «Spyder» (Ragno).

La polizia locale, in collaborazione l'NIPC (National Infrastructure Protection center, l'agenzia americana che combatte gli hacker), sta cercando di capire se sia davvero lui il creatore di «Iloveyou» o se gli indizi che conducono allo studente di Manila siano un depistaggio. Agli investigatori sembra strano che l'autore abbia lasciato tracce così evidenti.

Dentro il programma del virus c'è la firma «Spyder», viene indicata la provenienza da Manila e ci sono altre frasi, tra cui una recita: «Odio andare a scuola». La casella postale da cui è partito il virus apparteneva al giovane di Manila, che ha acquistato una carta prepagata per l'accesso ad Internet da un provider che serve soprattutto teen-ager e universitari (www.super.net.ph).

La caccia al creatore di «I love you» si è intrecciata con la lotta ai cloni che dalle prime ore di questo venerdì hanno cominciato a diffondersi via Internet. Il meccanismo è lo stesso: un messaggio di posta elettronica dal nome curioso, con dentro un «file» allegato. Aprendo il file, il virus si scatena dentro il computer, attacca il sistema operativo «Windows», distrugge files, foto e video, si insinua nei programmi di «chat» e si autodiffonde a centinaia di altri indirizzi e-mail.

La prima mutazione di «Iloveyou» è stato un virus chiamato «Joke» (barzelletta), con un file allegato dal nome «veryfunny» (molto divertente). Poi sui PC di mezzo mondo è arrivato un virus lituano dallo strano nome «Susitikem». L'oggetto, in questo caso, è una frase in lituano (»Susitikem shi vakara kavos puodukui...»), che significa «Vediamoci per un caffè stasera...». Gli effetti sono gli stessi di «Iloveyou».

In Rete circolano poi altri cloni, tra cui «Luck» ed un altro più sofisticato, che sta creando danni soprattutto negli Stati Uniti: è il virus «Festa della Mamma». Il messaggio ha il titolo «Mother's Day Order Confirmation» e nel testo viene spiegato che sulla carta di credito dell'utente è stata addebitata una spesa di 326 dollari per un diamante acquistato per la festa della mamma. Viene allegata una falsa ricevuta: aprendola, ecco che spuntano di nuovo «Iloveyou» e i suoi disastri.

I cloni si stanno rivelando ancora più pericolosi del virus iniziale. Vanno a ruba gli antivirus ed alle stelle le azioni delle societä che li producono, ma la regola numero uno continua ad essere quella di non aprire messaggi sospetti.

Il passaggio di «Iloveyou» nella rete mondiale dei computer ha avuto gli effetti di un uragano. I primi bilanci parlano di decine di milioni di PC raggiunti dal virus e di almeno un milione contagiati. Il Pentagono e il Parlamento britannico sono tra le vittime, la CIA e altre istituzioni di primo piano hanno dovuto chiudere per ore i loro sistemi di posta.

Ma è il settore privato ad essere colpito più duramente. Basta pensare all'agenzia fotografica norvegese «ScanPix», che si è vista distruggere in un attimo 4500 delle sue 6500 foto d'archivio.

Su scala mondiale, si parla di un miliardo di dollari di perdite. Gli esperti californiani di «Computer Economics» sostengono che i danni sarebbero più del doppio, 2,6 miliardi di dollari. Le cifre sembrano comunque destinate a crescere fino a lunedì, quando riapriranno anche i mercati asiatici che in questi giorni sono chiusi.

swissinfo e agenzie




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