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Da rilanciare il progetto di fusione tra FFS e FS per trasporto merci

Simbolico aggancio tra locomotive svizzere e italiane Schweiz Tourismus

Ferrovie federali svizzere (FFS) e ferrovie italiane (FS) intendono riavviare al più presto il progetto di intesa nel trasporto merci. L'obiettivo di giungere ad una attività comune tra 2 o 3 anni non è venuto meno, assicurano le FFS.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 gennaio 2001 - 15:49

Il progetto si è bloccato alla fine di novembre, dopo che le due società avevano ritirato il dossier con cui si chiedeva all'Unione Europea l'autorizzazione di creare la joint venture. La fusione nel settore merci si è rivelata più complicata di quanto si pensasse, a causa della diversa cultura aziendale di FFS e FS.

A metà dicembre il patron delle Ferrovie federali Benedikt Weibel e il direttore delle FS Giancarlo Cimoli si sono incontrati per riflettere sulla strategia da adottare, ha detto oggi il portavoce delle FFS Jean-Louis-Scherz.

I vertici delle due aziende restano convinti della validità del progetto di collaborazione e intendono proseguire nel processo di avvicinamento. Nei prossimi giorni sarà fissato un calendario di incontri e scadenze. La prospettiva di una fusione nel 2003-2004 rimane realistica, secondo Scherz. Lo stesso portavoce delle FFS rileva come una fusione di questo tipo richieda molti sforzi, tanto più che si tratta di un'opera pionieristica in Europa e che le due società hanno a lungo beneficiato di un regime di monopolio.

Da parte svizzera la trattativa sarà condotta da un triumvirato composto da Daniel Nordmann (nuovo direttore del settore cargo delle FFS), Nicolas Perrin (produzione) e Hans-Jörg Spillmann (strategia e finanze).

In prospettiva della fusione, FFS e FS avevano creato la joint venture "Cargo Sì", il cui atto costitutivo è stato firmato in febbraio. Entrambi i partner ne possiedono il 50 per cento. Già all'inizio di ottobre una perizia esterna aveva comunque mostrato che le due società non erano ancora pronte per la gestione operativa della nuova società.

Per "Cargo Sì" non è esclusa in futuro una quotazione in borsa dopo l'avvio dei primi due anni. La nuova società prevede un movimento di 143 milioni di tonnellate di merci, con 2.600 locomotive e 70.600 vagoni. "Cargo Sì" impiega circa 16'000 ferrovieri italiani e da 3700 a 4000 svizzeri, ripartiti in sei "regioni cargo", cinque nella Penisola e una in Svizzera.

swissinfo e agenzie

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