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Giornata del patrimonio da gustare

Le 15esime giornate europee del patrimonio, in programma questo fine settimana, si svolgono in Svizzera sotto il motto «una giornata da gustare», invito alla (ri)scoperta di 247 siti dedicati ai piaceri del corpo e dello spirito.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 settembre 2008 - 16:33

Dormire in un albergo storico, bere il vino in un vecchio bicchiere, ammirare i tesori di un museo, sedersi in una giardino o rilassarsi nel tepore delle terme: i beni culturali possono essere uno stimolo per tutti i sensi. È quanto vogliono dimostrare le Giornate del patrimonio di Svizzera.

«Non è necessario esere uno storico dell'arte per divertirsi e meravigliarsi, perché queste giornate sono consacrate ai piaceri della vita», nota René A. Kolliker, responsabile della manifestazione in Svizzera.

Belle epoque

Fra i luoghi che aprono le loro porte ai curiosi è l'hotel «Bellevue-Palace» di Berna. Situato nel cuore della città federale, vicino al Parlamento, è lì che da oltre un secolo sono alloggiati gli ospiti della Confederazione elvetica. La posizione e la storia di questo gioiello dell'architettura «Art Nouveau» sono uniche, così come unico ed eccezionale è il panorama sulle Alpi bernesi e sul fiume Aare.

Anche nei cantoni Grigioni, Vallese e Nidvaldo, le Giornate invitano a scoprire il il patrimonio alberghiero, in particolare quello della «Belle Epoque». Nel solo Canton Grigioni è possibile visitare una decina di alberghi. «Non bisogna dimenticare che la prosperità di questo paese è cominciata con il turismo della fine del XIX secolo», ricorda René A. Kolliker.

Bagni e residenze di campagna

A Baden e a Kaiseraugst, nel Canton Argovia, i visitatori possono scoprire invece la lunga tradizione dei bagni che hanno segnato queste località sin dall'epoca romana. E nelle località vodesi di Mur, Bonvillars e Le Brassus, nel villaggio bernese di Kirchberg o ancora a Meilen, nel Canton Zurigo, la popolazione è invitata a godere delle delizie delle case di campagna.

In Ticino, un solo sito apre le sue porte al pubblico: si tratta del complesso di Piodau, che comprende cantine, splüi (costruzioni sotto massi erratici), terrazzamenti, grà (essiccatoi per castagne) e una trappola per lupi, situato a Bignasco, in Valle Maggia.

Altri siti della Svizzera italiana compresi nelle Giornate del patrimonio 2008 sono i grotti di Cama, nella grigionese Val Mesolcina, e l'albergo Albrici, in Val Poschiavo.

Piaceri della tavola

Oltre a permettere la visita a numerosi siti di interesse storico e architettonico, le Giornate non dimenticano i piaceri della tavola. Si va dai concerti accompagnati da una cioccolata calda al ristorante dell'Ecluse a Bienne alle ricette dell'età del bronzo proposte dal museo Laténium di Hauterive, nel Canton Neuchâtel, dagli assaggi di vino, birra e Rivella (bevanda "nazionale svizzera", ricavata dal siero del latte) a Uster, nel Canton Zurigo, alle birre del castello-birreria di Rheinfelden in Argovia e alle grappe della distilleria Morand di Martigny o ancora al vino mescolato a miele e spezie del Museo romano di Vallon.

E si possono scoprire anche le miniere di salgemma di Salin, nel Canton Vaud, o le coltivazioni di zafferano a Mund, nel Canton Vallese. Per terminare, volendo, con un bel bagno termale, a Nidau (Bienne), San Gallo, St-Théodule (Vallese) o Shinznach (Argovia).

swissinfo e agenzie

In breve

Le Giornate europee del patrimonio sono state lanciate nel 1994 e si tengono in circa 50 Paesi. Secondo il Centro nazionale d'informazione per la conservazione del patrimonio culturale (NIKE), in Svizzera attirano mediamente ogni anno oltre 60'000 visitatori.

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Il prezzo della bellezza

A margine delle Giornate europee del patrimonio, l'organizzazione Heimatschutz Svizzera chiede alla Confederazione di portare a 30 milioni di franchi i fondi federali per il 2009 destinati alla preservazione del patrimonio culturale e dei monumenti storici.

Con i sei oggetti culturali e tre naturali sulla lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, la Svizzera dispone di una ricchezza considerevole rispetto alla dimensione del pese, scrive Heimatschutz Svizzera in un comunicato. Questi non sono tuttavia gli unici a richiedere particolari attenzioni: vi sono infatti anche una moltitudine di siti e di edifici che meritano una protezione e quindi fondi, precisa.

Berna ha ridotto le sovvenzioni da 35 milioni di franchi in media negli ultimi dieci anni a 19 milioni nel 2008. Secondo l'associazione questa cifra permette solo la sovvenzione dei principali oggetti, costringendo a rimandare i lavori sugli oggetti secondari.

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