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Couchepin e il cinema

Il cinema svizzero deve rimanere di qualità, diventando però più popolare e superando le frontiere nazionali: lo ha affermato venerdì a Locarno il ministro dell'interno Pascal Couchepin.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 agosto 2009 - 15:01

«Il festival di Locarno è il più importante della Svizzera e uno dei maggiori del pianeta. Lasciamo quindi perdere le polemiche e difendiamo la sua posizione», ha dichiarato il consigliere federale dimissionario davanti alla stampa, riferendosi alle recenti accuse di mancanza di trasparenza nell'attribuzione dei sostegni finanziari formulate dalle associazioni di produttori cinematografici.

Couchepin ha ribadito che il cinema elvetico dovrebbe «saper unire arte e industria, creazione e mercato». Secondo il ministro, la qualità deve essere mantenuta, rendendo però i film più popolari e facilitando la loro esportazione. A titolo di esempio, il consigliere federale vallesano ha citato titoli quali Vitus, Maïs in Bundeshaus, Eugen.

A questo scopo, il sostegno finanziario della Confederazione sarà ulteriormente aumentato di due milioni di franchi. Tale sussidio era già stato incrementato da 31 a 45 milioni fra il 2003 a 2009.

Il consigliere federale si è comunque rallegrato della «maggiore visibilità» all'estero del cinema svizzero. Nuovi accordi di produzione sono infatti stati conclusi con la Francia, l'Italia e il Belgio; nel contempo, sono in corso trattative con la Germania e l'Austria per un accordo tripartito che «costituirebbe una novità a livello mondiale nel settore della coproduzione fra Stati».

Nicolas Bideau, responsabile della Sezione cinema presso l'Ufficio federale della cultura (Ufc), ha dal canto suo sottolineato il buon livello dei film presentati durante la 62esima edizione del Festival, e ha annunciato che – per la prima volta – tre opere sono state selezionate per la Mostra di Venezia

L'alto funzionario ha inoltre indicato che l'Ufc si «interesserà alla rivoluzione digitale in particolare per la musica dei film» e che finanzierà anche serie televisive.

swissinfo.ch e agenzie

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