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Critiche svizzere alle istituzioni di Bretton Woods

I critici dicono che il FMI e la Banca mondiale non contribuiscono a ridurre la povertà Keystone

Secondo organizzazioni non governative svizzere, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale non fanno abbastanza per aiutare i paesi poveri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 aprile 2004 - 20:58

Un critica rilanciata mentre le due istituzioni di Bretton Woods festeggiano il 60esimo anniversario di fondazione.

Per Jean-Claude Huot, segretario della Dichiarazione di Berna, un’organizzazione non governativa svizzera (ong), le due istituzioni festeggiate quest’anno non dimostrano una sensibilità sufficiente per i bisogni dei paesi in via di sviluppo.

“Il problema principale è che il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale (BM) hanno fatto troppe promesse: lotta contro la povertà, riforme democratiche, efficienza, ecc. Ma loro stesse non sono democratiche e quindi non svolgono bene il loro lavoro”, afferma Huot.

A suo avviso, la priorità accordata dalle due istituzioni alla questione dello sdebitamento non permette di alleviare la povertà. Anzi, rischia addirittura di indebolire le prospettive di sviluppo di molte nazioni.

“Il FMI non è un’agenzia di sviluppo. Il suo compito principale è di aiutare i paesi a portare avanti politiche macroeconomiche”, dichiara Friederike Pohlenz, portavoce della delegazione svizzera al FMI.

“Questo aiuto è indispensabile per rafforzare le loro possibilità economiche e alleviare i rischi della globalizzazione”, aggiunge Friederike Pohlenz.

Mancanza di trasparenza

Secondo la Dichiarazione di Berna, la mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni di Bretton Woods si denota anche in occasione della nomina dei direttori, una scelta che viene fatta a porte chiuse.

La carica di direttore del FMI viene tradizionalmente attribuita ad un europeo, mentre quella della BM è riservata ad un americano.

Per la Dichiarazione di Berna è giunto il momento di rendere più trasparente la procedura di selezione e di prendere in considerazione anche candidati provenienti dai paesi in via di sviluppo.

“Questo problema era stato discusso nel 2000. Si era convenuto di rivedere le procedure e di far eleggere i nuovi direttori dai paesi membri. Ma, finora, non è cambiato nulla”, si rammarica Jean-Claude Huot.

Friederike Pohlenz condivide la necessità di un cambiamento. La delegata elvetica ricorda comunque che anche la Confederazione ha fatto pressione per rendere più trasparente la selezione.

La Dichiarazione di Berna chiede al governo svizzero di assumere una ferma posizione nel corso della riunione in programma in questi giorni a Washington, facendo pressione per la scelta di direttori più sensibili ai problemi dei paesi meno favoriti.

L’ong accusa le autorità svizzere di aver troppa paura di esporsi su questa tematica. Un’accusa respinta dalla delegazione elvetica alle istituzioni nate a Bretton Woods 60 anni fa.

Esperienza utile

“Dalla sua adesione, oltre una decina di anni fa, la Svizzera si è impegnata per raggiungere diversi cambiamenti, soprattutto in ambito di trasparenza. Ad esempio abbiamo potuto ottenere una pubblicazione dei rapporti annuali sulla situazione nei vari paesi membri”, afferma la signora Pohlenz.

Nonostante i dubbi della Dichiarazione di Berna, secondo la delegata, la partecipazione al FMI e alla BM ha permesso alla Svizzera di far sentire la sua voce.

“Dal nostro punto di vista, è importante che la Confederazione faccia parte delle due istituzioni. Solo in questo modo possiamo partecipare alle decisioni”, ritiene anche Huet.

“Le ong sono in contatto con i rappresentanti svizzeri nei due organismi e, inoltre, possono far valere le loro posizioni, ad esempio sulla questione della riduzione del debito estero accumulato dai paesi poveri presso le compagnie multinazionali”, aggiunge il segretario della Dichiarazione di Berna.

Huot ammette che la Svizzera ha offerto finora un contributo utile alle istituzioni di Bretton Woods. “Ad esempio ha portato alla Banca mondiale la sua esperienza nei programmi di sviluppo”.

swissinfo, Joanne Shields
(traduzione Armando Mombelli)

Fatti e cifre

1944 nascita del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale a Bretton Woods, negli Stati uniti.
Le due istituzioni contano attualmente 184 paesi membri.
La Svizzera è entrata a far parte del FMI e della BM nel 1992.

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In breve

La riunione primaverile delle due istituzioni di Bretton Woods è in programma il 24 e 25 aprile.

Tra i temi in agenda vi è anche la nomina del successore di Horst Köhler alla direzione del FMI.

La Svizzera è alla testa di un gruppo di paesi che comprende Polonia, Serbia-Montenegro, Azerbaijan, Uzbekistan, Kirghizstan, Tagikistan e Turkmenistan.

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