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Combattere la corruzione per ricostruire l'Ucraina

Un carro armato russo distrutto su una strada di campagna non lontano da Kiev. Copyright 2022 The Associated Press. All Rights Reserved

La Ukraine Recovery Conference, che si terrà il 4-5 luglio in Svizzera, intende gettare le basi per la ricostruzione del Paese. Affinché questa abbia successo, è necessario affrontare un problema di fondo fin dall'inizio: la corruzione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 luglio 2022 - 11:00

Quando la Russia ha invaso l'Ucraina, molte persone in Occidente si aspettavano un repentino crollo dello Stato ucraino e una rapida vittoria militare russa. Nessuno dei due eventi si è verificato. Da dove nasce questa diffusa convinzione errata?

L'Ucraina non è uno "Stato fallito", completamente devastato dalla corruzione, come ha voluto far credere la propaganda russa. La resistenza determinata della società e dello Stato ucraino contro la supremazia russa è stata "la migliore prova del contrario". Lo ha detto Katarina Mathernova della Commissione UE in occasione di un eventoLink esterno organizzato il 29 giugno dal programma anticorruzione dell'UE in Ucraina (EUACILink esterno), in vista della Conferenza internazionale sulla ricostruzione dell'Ucraina in programma il 4-5 luglio a Lugano.

La corruzione è ovviamente un problema reale in Ucraina: secondo l'Indice di percezione della corruzione nel mondo di Transparency InternationalLink esterno, nel 2021 il Paese si è classificato al 122° posto su 180. Un risultato che preoccupa non poco in vista della conferenza di Lugano, dato che il sostegno finanziario del Paese è politicamente incontestabile e di grande importanza simbolica.

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Non ripetere gli errori dei Balcani

Come si può quindi procedere con successo alla ricostruzione? La guerra non è ancora finita, ma l'esempio di altri conflitti dimostra che la messa a disposizione di risorse finanziarie senza una chiara visione politica può condurre un Paese ancora di più nella trappola della corruzione.

Philippe Le Billion, professore di geografia presso l'Università della Columbia Britannica, mette in guardia da un circolo vizioso nel caso in cui i donatori dovessero prendere alla leggera il problema. Le persone partecipanti alla conferenza preparatoria dell'EUACI hanno convenuto che nei Balcani occidentali sono stati commessi errori dopo le guerre in Jugoslavia, che ora devono essere evitati. A tal fine, è necessario avviare quanto prima una discussione sulla forma della ricostruzione e sui potenziali pericoli.

In questo contesto, il recente riconoscimento dello statuto di Paese candidato all'UE per l'Ucraina può essere visto come la visione politica tanto necessaria. Ma sarà sufficiente? Anche in questo caso si è fatto riferimento agli Stati dei Balcani occidentali, che stanno ancora aspettando di essere ammessi nella "sala d'attesa" dell'UE. Se da un lato il ritardo è dovuto a una certa "lassitudine" dell'UE in merito a un allargamento, dall'altro è anche legato alla corruzione dilagante, a cui è stata data troppo poca importanza nel processo di ricostruzione.

Accelerare le riforme

Uno dei motti della conferenza di Lugano è "ricostruire meglio". Ed è evidente che ce n'è bisogno, perché la distruzione causata dalla macchina da guerra russa è immensa. Secondo Ivan Lukeria, viceministro dei Comuni e dello Sviluppo territoriale, i danni alle sole infrastrutture critiche ammontano finora a quasi 45 miliardi di dollari. Mathernova ha ricordato che la ricostruzione deve iniziare subito affinché l'Ucraina possa funzionare in quanto Stato: ricostruzione di case per le persone sfollate, riparazione di strade e ferrovie, manutenzione delle infrastrutture.

Ma quella di Lugano non è una conferenza di donatori, e il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha messo in guardia da aspettative eccessive. Tuttavia, chi ha partecipato alla conferenza preliminare a fine giugno concorda sul fatto che la guerra sta accelerando le riforme in corso. Forse ne deriveranno delle opportunità, perché l'Ucraina ha già avviato da tempo delle riforme che ora potrebbero suscitare una maggiore attenzione.

In questo senso, Lugano è il luogo giusto per queste discussioni: dopotutto, la conferenza sulla ricostruzione era stata originariamente prevista come una conferenza sulle riforme.

Traduzione dal tedesco: Luigi Jorio

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