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Consumi natalizi alle stelle

Ancora il 23 dicembre molte persone sono corse per negozi, alla ricerca del regalo dell'ultimo minuto Keystone

Mai come quest'anno gli acquisti prenatalizi hanno avuto tanto successo: un record di vendite, di clienti e d'incassi. Gli svizzeri non soltanto hanno speso più che negli anni passati, ma hanno scelto i prodotti più costosi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2000 - 17:24

Il culmine è stato raggiunto la terza domenica d'avvento, il 17 dicembre. Nei centri cittadini, come nei grandi shopping-center, la ressa per gli acquisti natalizi è stata grande. Davanti ai magazzini Globus, sulla Bahnhofstrasse di Zurigo, prima dell'orario d'apertura c'erano già almeno duecento persone - secondo il direttore Werner Ammann - in attesa di poter entrare.

Sia Ammann, sia il direttore dei magazzini Jelmoli, Robert Fieg, pur senza indicare cifre precise, hanno confermato incassi record, quasi doppi rispetto a tre anni fa e con tassi d'incremento a due cifre rispetto all'anno scorso. Anche per quanto concerne le catene di negozi Migros e Coop, sono stati registrati incassi ampiamente superiori a quelli del periodo prenatalizio dell'anno scorso. A Zurigo, poi, per diversi giorni c'è stato un eccezionale afflusso di persone, mai registrato in precedenza, dalla Svizzera centrale, dalla Svizzera orientale e dal Sud della Germania.

Che cosa hanno acquistato in prevalenza gli svizzeri quest'anno? A sentire i vari responsabili delle vendite, soprattutto prodotti di lusso e ricercatezze alimentari. Molto soddisfatti si sono detti, per esempio, le gioiellerie ed orologerie Gübelin per bocca del loro direttore marketing Alexander Wensky. Da Grieder les Boutiques (abiti e accessori di lusso) si parla di un buon 20 per cento in più rispetto all'anno scorso. Stessa musica nei negozi d'abbigliamento maschile Excelsior.

La tendenza all'acquisto dei prodotti più costosi viene confermata nei negozi di elettronica, dove tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia digitale (telecamere, fotocamere, video registratori, ecc.) va via come panini, mentre restano sugli scaffali i prodotti meno sofisticati ma anche meno cari. Particolarmente richiesti gli apparecchi per scaricare musica da Internet, come il Sony Network Walkman.

Altre conferme vengono dai negozi di giocattoli Franz Carl Weber, dove continua a spopolare la bambola Barbie nelle sue più recenti versioni e la nave dei pirati Playmobil. Per non parlare dell'ultima Playstation. E del modellino di Ford Ripper, da 199 franchi, con trasmissione differenziale. Il direttore Franz Nydegger si limita a dire di essere "più che soddisfatto". Intanto, nei negozi di articoli sportivi va forte il mini-monopattino con pneumatici gonfiabili (359 franchi), mentre negli alimentari si vende il caffè in grani "Blue Mountain" a 140 franchi al chilo e la grappa di prugne invecchiata "in barrique" a 42,90 franchi a bottiglia da mezzo litro.

Come mai tanta voglia di spendere? Nell'attesa che arrivino le spiegazioni articolate degli economisti, e forse anche le interpretazioni degli psicologi (non potrebbe essere la reazione al lungo decennio di crisi economica?), si può azzardare una prima risposta fondata su due semplici constatazioni: gli svizzeri hanno meno paura di perdere il posto di lavoro e per il 2001 la massa salariale si annuncia più consistente di 12,5 miliardi di franchi rispetto al 2000.

Silvano De Pietro

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