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Conclusa la sessione parlamentare estiva delle Camere federali

Il dibattito europeo è stato il tema principe della sessione estiva delle Camere federali Keystone

Il dibattito europeo è stato il tema che ha maggiormente catturato gli interessi della sessione estiva delle Camere, che si è conclusa venerdì a Berna con le tradizionali votazioni finali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2000 - 11:32

Se gli Stati hanno concluso la seduta in pochi minuti, prima di giungere alle tradizionali votazioni finali, il Consiglio nazionale si è ancora occupato di alcuni temi, fra cui l'assicurazione maternità.

In questa sessione le Camere hanno respinto l'iniziativa dei giovani «Sì all'Europa!», ma non hanno raggiunto un'intesa su un eventuale controprogetto indiretto: il Nazionale ha rinviato il problema alla sessione d'autunno, mentre gli Stati non sono entrati in materia. Visto che l'iniziativa ha superato le votazioni finali, il Consiglio federale dovrà fissare la data della votazione popolare. I temi maggiori della sessione erano all'ordine del giorno del Consiglio degli Stati.

In fatto di liberalizzazione del mercato dell'elettricità, prima di pronunciarsi la Camera dei cantoni ha preferito attendere l'esito della votazione del 24 settembre prossimo sulle tasse energetiche. Gli Stati hanno anche approvato il credito di 1,178 miliardi di franchi per il programma d'armamento 2000, che prevede l'acquisto di 186 carri per granatieri. Il Nazionale si pronuncerà in settembre. La Camera dei Cantoni ha anche accolto la revisione della legge militare che permetterà l'invio di soldati svizzeri all'estero armati.

I senatori hanno respinto l'iniziativa della Denner «per farmaci a prezzi più bassi» e rinviato la discussione sulla legalizzazione dell'aborto. Con una maggioranza di 25 a 18, gli Stati hanno deciso di affrontare l'argomento contemporaneamente ai dibattiti sull'iniziativa popolare «per madre e bambino - per la protezione del bambino non ancora nato e per l'aiuto alle madri in stato di bisogno».

In materia di trasporti, il Consiglio nazionale ha compiuto una svolta, accogliendo l'iniziativa parlamentare del deputato UDC argoviese Giezendanner per il raddoppio della galleria stradale del San Gottardo. In precedenza, il Nazionale ha inflitto un'altra sconfitta allo schieramento rosso-verde, bocciando l'iniziativa popolare sul limite generalizzato di 30 chilometri orari all'interno delle località.

I due Consigli hanno pure preso atto del programma di legislatura 1999-2003 e, come da tradizione, nella sessione estiva hanno approvato il rapporto di gestione e il consuntivo 1999 della Confederazione che segna un deficit di 2,6 miliardi, ossia 1,5 meglio di quanto preventivato. Infine, le Camere hanno concesso all'Expo.02 la garanzia di copertura del deficit di 338 milioni di franchi.

Nell'ultimo giorno della sessione, il Consiglio nazionale oltre all'adozione di una mozione che chiede un'assicurazione maternità che copra 14 settimane dopo la gravidanza, ha respinto, con 98 voti contro 57, una mozione della minoranza della sua commissione che invocava la libera scelta tra servizio militare, servizio di protezione della popolazione e servizio sociale. Ha anche accettato un postulato che chiede al governo di studiare l'attuazione di misure per agevolare l'accesso della popolazione ai vari regimi di protezione sociale.

Con 97 voti contro 59 la Camera del popolo ha inoltre respinto un postulato che invitava il Consiglio federale a presentare un rapporto sulla ridistribuzione del lavoro tra donne e uomini. Ha infine trasmesso una petizione della Federazione svizzera del personale delle dogane che chiede una migliore sicurezza in seno al corpo delle guardie di frontiera. Dopo che la Camera ha proceduto a una lunga lista di votazioni finali il presidente, l'UDC bernese Hanspeter Seiler si è congedato dal deputato evangelico bernese Otto Zwygart, che si è ritirato dal parlamento al termine di 17 anni di presenza.

Nelle votazioni finali, Partito socialista ed UDC si sono nuovamente scontrati sull'iniziativa «Sì all'Europa!». I socialisti hanno ribadito il loro sostegno, contrariamente all'UDC che l'ha bocciata. «Non spetta al PS - ha detto il capogruppo socialista, il ticinese Franco Cavalli- difendere il segreto bancario svizzero, ma un commissario europeo ha affermato che l'unico modo per salvarlo è di appartenere all'Unione europea». «Il Partito socialista - ha aggiunto Cavalli - non difende l'iniziativa per tatticismo politico, ma per le giovani generazioni che gli saranno grate».

Una dichiarazione che ha chiamato alla tribuna il membro più giovane del parlamento, il 26.enne deputato UDC sangallese Toni Brunner, il quale ha affermato che i giovani non vedono il loro futuro nell'Unione europea ma in un Paese che decide esso stesso del proprio destino.

swissinfo e agenzie

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