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Che fare con le 1300 tonnellate di oro della BNS?

Sono decisamente discordanti i pareri sulla destinazione dell'oro in esubero della Banca nazionale: è quanto emerge dai risultati della consultazione avviata da Berna giunta a scadenza proprio al momento della consegna delle firme raccolte dall'UDC.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2000 - 16:20

La quantità di oro in esubero della Banca nazionale ammonta a 1300 tonnellate. In maggio, il Consiglio federale ha deciso l'attribuzione di 500 tonnellate alla Fondazione Svizzera solidale.

Per le rimanenti 800 tonnellate ha fissato nelle grandi linee le due varianti inviate in consultazione e messe a punto sulla base di proposte di esperti. La prima prevede di destinare i proventi della vendita - valutati in 10 miliardi di franchi con un rendimento annuo di 300 milioni - dapprima alla formazione e successivamente all'AVS. La seconda di suddividere il rendimento del capitale tra Confederazione (un terzo) e Cantoni (due terzi) per finanziarne lo sdebitamento.

La scadenza per rispondere è stata fissata per martedì, ma i pareri giunti a Berna non sembrano destinati a facilitare la decisione del Consiglio federale, tanto divergono.

Le varianti proposte dal governo trovano pochi sostenitori, così come sono state enunciate. Per la variante sdebitamento propendono comunque il Partito liberale radicale e l'associazione padronale economiesuisse, nata in settembre dalla fusione tra Vorort e Società per la promozione dell'economia svizzera (Proec).

Anche i cantoni vedono di buon occhio l'occasione di ridurre i propri debiti. La Conferenza dei governi cantonali e i direttori delle finanze non vogliono tuttavia lasciare al Consiglio federale la competenza di prescrivere esplicitamente che cosa devono fare dei due terzi loro spettanti.

La Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali e la Federazione delle associazioni dei pensionati e dell'autodifesa in Svizzera propendono invece per la formazione e il finanziamento dell'AVS.

Il Partito popolare democratico propone di lanciare, con i proventi dell'oro, una offensiva informatica. In seguito i soldi dovrebbero servire a coprire le maggiori spese dei Cantoni nell'introduzione di un'età di pensionamento flessibile.

Il Partito socialista e l'Unione sindacale vorrebbero invece far beneficiare la sola AVS delle 800 tonnellate d'oro, come l'UDC, con la differenza che quest'ultima vorrebbe attribuire all'Assicurazione vecchiaia e superstiti tutti i soldi ricavati dall'oro, compresi quelli che il governo vuol destinare alla Fondazione Svizzera solidale. Solo in seconda linea il PS sostiene l'iniziativa della formazione. Le Donne socialiste, dal canto loro, vorrebbero finanziare anche prestazioni complementari per le famiglie.

Sentieri completamente nuovi percorrono invece i contadini romandi e i Verdi. Questi ultimi vorrebbero che gli interessi fruttati dai proventi dell'oro fossero investiti a favore dei bambini svizzeri. L'associazione degli agricoltori romandi Prométerre mira invece a finanziare la cassa pensione dei contadini.

swissinfo e agenzie

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